Pensieri poetici…… pensieri
Mi sono chiesta dopo aver sentito le notizie di cronaca ma ” la classe operaia va in paradiso?”
Quello che ho capito è questo che ancora oggi delle persone perdono la vita nei cantieri, le persone vengono sfruttate , esiste il lavoro in nero , delle persone arrivano al suicidio per le difficoltà economiche, non bisogna andare molto lontano purtroppo la vita non è un film.
“Fino a quando il colore della pelle, le differenze religiose e di pensiero saranno più importanti del colore degli occhi, ci sarà sempre la guerra”.
Bob Marley

“I vostri figli non sono figli vostri. Sono figli e figlie della sete che la vita ha di se stessa. Essi vengono attraverso di voi, ma non davoi, e benchè vivano con voi non vi appartengono. Potete donare loro amore, ma non i vostri pensieri: essi hanno i loro pensieri. Potete rifugio ai loro corpi ma non alle loro anime: esse abitano la casa del domani, che non vi sarà concesso visitare neppure in sogno. Potete tentare di essere simili a loro, ma non farli simili a voi: la vita procede e non s’attarda sul passato. Voi siete gli archi da cui i figli, come frecce vive, sono scoccate in avanti. L’arciere vede il bersaglio sul sentiero dell’infinito, e vi tende con forza affinchè le sue frecce vadano rapide e lontane. Affidatevi con gioia alla mano dell’arciere; poichè come ama il volo della freccia così ama la fermezza dell’arco.”
GIBRAN

Indiani d’America
Nella grande notte il mio cuore andrà via;
verso di me l’oscurità viene frusciando.
Nella grande notte il mio cuore andrà via.
(Canti degli indiani d’America) 



Il vento soffia dal mare
Dall’ acqua sabbiosa respiro l’odore
del mare;
di là giunge il vento e soffia
sopra la terra.
Dall’ acqua sabbiosa respiro l’odore
del mare;
di là vengon le nubi e cade la pioggia
sul mondo. (Papago)


Penne bianche al margine del mondo 

Penne bianche simili a dune
si muovono sotto il tramonto
e lungo il margine del mondo. (Papago)

Oracolare. 
Fragrante di sciroppo che fermenta,
purpurea nel crepuscolo,
canna dalle radici profonde.Tratto dal libro( Canne ) di Jean Toomer

Una via può esssere una guida 
Una via può essere una guida, ma non un sentiero fisso ,
i nomi sono segni ma non etichette permanenti.
Il non essere è detto l’inizio del cielo e della terra ;
l’essere è detto la madre di tutte le cose.
Chi è sempre distaccato , contempla il sottile;
chi è sempre attaccato contempla l’apparente.
Questi due provengono dalla stessa fonte ma differiscono
nel nome; entrambi sono considerati misteri.
ll mistero dei misteri
è la porta delle meraviglie.
(L’essenza del Tao) Thomas Cleary

Se questo è un uomo
“Voi che vivete sicuri
Nelle vostre tiepide case,
Voi che trovate tornando a sera
Il cibo caldo e visi amici:
Considerate se questo è un uomo
Che lavora nel fango
Che non conosce pace
Che lotta per mezzo pane
Che muore per un sì o per un no.
Considerate se questa è una donna,
Senza capelli e senza nome
Senza più forza di ricordare
Vuoti gli occhi e freddo il grembo
Come una rana d’inverno.
Meditate che questo è stato:
Vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
Stando in casa andando per via,
Coricandovi alzandovi;
Ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa,
La malattia vi impedisca,
I vostri nati torcano il viso da voi.”
(Primo Levi, Se questo è un uomo, Einaudi, Torino, 1976, p.1)

CANTO DEL CUORE
Il canto della voce è dolce,
ma il canto del cuore
è la pura voce dei cieli.
“A treasury of Kahlil Gibran”
rispetto a ciò che la bocca pronuncia.
Il silenzio illumina l’anima,
sussurra ai cuori e li unisce.
Il silenzio ci porta lontano da noi stessi,
ci fa veleggiare
nel firmamento dello spirito,
ci avvicina al cielo…..
Gibran

L’albatro
Sovente, per diletto, i marinai catturano degli albatri, grandi uccelli marini che seguono, indolenti compagni di viaggio, il bastimento scivolante sopra gli abissi amari.
Appena li hanno deposti sulle tavole, questi re dell’azzurro, goffi e vergognosi, miseramente trascinano ai loro fianchi le grandi, candide ali, quasi fossero remi.
Com’è intrigato, incapace, questo viaggiatore alato! Lui, poco addietro così bello, com’è brutto e ridicolo. Qualcuno irrita il suo becco con una pipa mentre un altro, zoppicando, mima l’infermo che prima volava.
E il Poeta, che è avvezzo alle tempeste e ride dell’arciere, assomiglia in tutto al principe delle nubi: esiliato in terra, fra gli scherni, non può per le sue ali di gigante avanzare di un passo.
Charles Baudlaire


PROFUMO ESOTICO
Quando, a occhi chiusi, una calda sera d’autunno, respiro il profumo del tuo seno ardente, vedo scorrere rive felici che abbagliano i fuochi di un sole monotono;
una pigra isola in cui la natura esprime alberi bizzarri e frutti saporosi, uomini dal corpo snello e vigoroso e donne che meravigliano per la franchezza degli occhi.
Guidato dal tuo profumo verso climi che incantano, vedo un porto pieno d’alberi e di vele ancora affaticati dall’onda marina,
mentre il profumo dei verdi tamarindi che circola nell’aria e mi gonfia le narici, si mescola nella mia anima al canto dei marinai.
Charles Baudlaire


Non cercare mai di dire al tuo amore…
-William Blake

Non cercare mai di dire al tuo amore
amore che mai non si può dire;
perché il vento gentile si muove
silenzioso, invisibile.
Ho detto il mio amore, ho detto il mio amore,
le ho detto tutto il mio cuore;
tremante, gelido, in terribili paure-
ah, se ne va via.
Non appena se ne fu andata da me
uno straniero passo’ per caso;
silenzioso, invisibile-
oh, non ci fu rifiuto.


Il tuo sorriso
-Pablo Neruda
Toglimi il pane, se vuoi,
toglimi l’aria, ma
non togliermi il tuo sorriso.
Non togliermi la rosa,
la lancia che sgrani,
l’acqua che d’improvviso
scoppia nella tua gioia,
la repentina onda
d’argento che ti nasce.
Dura è la mia lotta e torno
con gli occhi stanchi,
a volte, d’aver visto
la terra che non cambia,
ma entrando il tuo sorriso
sale al cielo cercandomi
ed apre per me tutte
le porte della vita.
Amor mio, nell’ora
più oscura sgrana
il tuo sorriso, e se d’improvviso
vedi che il mio sangue macchia
le pietre della strada,
ridi, perché il tuo riso
sarà per le mie mani
come una spada fresca.
Vicino al mare, d’autunno,
il tuo riso deve innalzare
la sua cascata di spuma,
e in primavera, amore,
voglio il tuo riso come
il fiore che attendevo,
il fiore azzurro, la rosa
della mia patria sonora.
Riditela della notte,
del giorno, della luna,
riditela delle strade
contorte dell’isola,
riditela di questo rozzo
ragazzo che ti ama,
ma quando apro gli occhi
e quando li richiudo,
quando i miei passi vanno,
quando tornano i miei passi,
negami il pane, l’aria,
la luce, la primavera,
ma il tuo sorriso mai,
perché io ne morrei.

Questo amore 
-Jacques Prévert
Questo amore
Così violento
Così fragile
Così tenero
Così disperato
Questo amore
Bello come il giorno
Cattivo come il tempo
Quando il tempo è cattivo
Questo amore così vero
Questo amore così bello
Così felice
Così gioioso
Così irrisorio
Tremante di paura come un bambino quando è buio
Così sicuro dì sé
Come un uomo tranquillo nel cuore della notte
Questo amore che faceva paura
Agli altri
E li faceva parlare e impallidire
Questo amore tenuto d’occhio
Perché noi lo tenevamo d’occhio
Braccato ferito calpestato fatto fuori negato cancellato
Perché noi l’abbiamo braccato ferito calpestato fatto fuori negato cancellato
Questo amore tutt’intero
Così vivo ancora
E baciato dal sole
E’ il tuo amore
E’ il mio amore
E’ quel che e stato
Questa cosa sempre nuova
Che non è mai cambiata
Vera come una pianta
Tremante come un uccello
Calda viva come l’estate
Sia tu che io possiamo
Andare e tornare possiamo
Dimenticare
E poi riaddormentarci
Svegliarci soffrire invecchiare
Addormentarci ancora
Sognarci della morte
Ringiovanire
E svegli sorridere ridere Il nostro amore non si muove
Testardo come un mulo
Vivo come il desiderio
Crudele come la memoria
Stupido come i rimpianti
Tenero come il ricordo
Freddo come il marmo
Bello come il giorno
Fragile come un bambino
Ci guarda sorridendo
Ci parla senza dire
E io l’ascolto tremando
E grido
Grido per te
Grido per me
Ti supplico
Per te per me per tutti quelli che si amano
E che si sono amati
Oh sì gli grido
Per te per me per tutti gli altri
Che non conosco
Resta dove sei
Non andartene via
Resta dov’eri un tempo
Resta dove sei
Non muoverti
Non te ne andare
Noi che siamo amati noi t’abbiamo
Dimenticato
Tu non dimenticarci
Non avevamo che te sulla terra
Non lasciarci morire assiderati
Lontano sempre più lontano
Dove tu vuoi
Dacci un segno di vita
Più tardi, più tardi, di notte
Nella foresta del ricordo
Sorgi improvviso
Tendici la mano
Portaci in salvo.


Per te amore mio
-Jacques Prévert
Sono andato al mercato degli uccelli
E ho comprato degli uccelli
Per te
amore mio
Sono andato al mercato dei fiori
E ho comprato dei fiori
Per te
amore mio
Sono andato al mercato dei rottami
E ho comprato catene
Pesanti catene
Per te
amore mio
Poi sono andato al mercato degli schiavi
E ti ho cercata
Ma senza trovarti
amore mio.
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Sabbie mobili
-Jacques Prévert
Demoni e meraviglie 
Venti e maree
Lontano già si e ritirato il mare
E tu
Come alga dolcemente accarezzata dal vento
Nella sabbia del tuo letto ti agiti sognando
Demoni e meraviglie
Venti e maree
Lontano già si e ritirato il mare
Ma nei tuoi occhi socchiusi
Due piccole onde son rimaste
Demoni e meraviglie
Venti e maree
Due piccole onde per annegarmi

Canzone
-Jacques Prévert
Che giorno e tutti i giorni
Amica mia
E’ tutta la vita
Amore mio
Noi ci amiamo noi viviamo
Noi viviamo noi ci amiamo
E non sappiamo cosa sia la vita
Cosa sia il giorno
E non sappiamo cosa sia l’amore.

Anima mia
-Nazim Hikmet
Anima mia
chiudi gli occhi
piano piano
e come s’affonda nell’acqua
immergiti nel sonno
nuda e vestita di bianco
il più bello dei sogni
ti accoglierà
anima mia
chiudi gli occhi
piano piano
abbandonati come nell’arco delle mie braccia
nel tuo sonno non dimenticarmi
chiudi gli occhi pian piano
i tuoi occhi marroni
dove brucia una fiamma verde
anima mia.

Alla vita
-Nazim Hikmet
La vita non è uno scherzo.
Prendila sul serio
come fa lo scoiattolo, ad esempio,
senza aspettarti nulla
dal di fuori o nell’al di là.
Non avrai altro da fare che vivere.
La vita non é uno scherzo.
Prendila sul serio
ma sul serio a tal punto
che messo contro un muro, ad esempio, le mani legate,
o dentro un laboratorio
col camice bianco e grandi occhiali,
tu muoia affinché vivano gli uomini
gli uomini di cui non conoscerai la faccia,
e morrai sapendo
che nulla é più bello, più vero della vita.
Prendila sul serio
ma sul serio a tal punto
che a settant’anni, ad esempio, pianterai degli ulivi
non perché restino ai tuoi figli
ma perché non crederai alla morte
pur temendola,
e la vita peserà di più sulla bilancia.

Non celare il segreto del tuo cuore,
-Rabindranath Tagore
Non celare il segreto del tuo cuore,
amico mio.
Dillo a me, solo a me, in segreto.
Tu che sorridi tanto gentilmente,
sussurralo sommessamente,
il mio cuore l’udrà,
non le mie orecchie.
La notte è fonda,
la casa è silenziosa,
i nidi degli uccelli
son coperti di sonno.
Dimmi tra lacrime esitanti,
tra sorrisi titubanti,
tra dolore e dolce vergogna,
il segreto del tuo cuore!
“ La verità non è mai stata rivendicata con la violenza”
(M.K.Gandhi)
“Per una scodella d’acqua,
rendi un pasto abbondante;
per un saluto gentile,
prostrati a terra con zelo;
per un semplice soldo,
ripaga con oro;
se ti salvano la vita,
non risparmiare la tua.
Così parole e azione del saggio riverisci;
per ogni piccolo servizio,
dà un compenso dieci volte maggiore:
Chi è davvero nobile,
conosce tutti come uno solo
e rende con gioia bene per male”.
(M.K.Gandhi)
Ti amo come se mangiassi il pane
-Nazim Hikmet
Ti amo come se mangiassi il pane
spruzzandolo di sale
come se alzandomi la notte bruciante di febbre
bevessi l’acqua con le labbra sul rubinetto
ti amo come guardo il pesante sacco della posta
non so che cosa contenga e da chi pieno di gioia
pieno di sospetto agitato
ti amo come se sorvolassi il mare per la prima volta in aereo
ti amo come qualche cosa che si muove in me quando il
crepuscolo scende su Istanbul poco a poco
ti amo come se dicessi Dio sia lodato son vivo.

Vita!
-Juan Ramon Jimenez
Giorno difficile, in cui il sole
e le nuvole combattono
- a tratti aperto, fiore,
a volte chiuso, frutto - ,
per confondersi nella notte!
Vita!
Veglia in cui gli occhi
si aprono e si chiudono,
in un gioco stanco
di verità e menzogna,
per confondersi nel sogno!
Vita!
Mi dispiace molto per questa ondata di violenza che sta colpendo l’Italia, dove viene messo in discussione il ruolo di tutti, famiglie, educatori, istituzioni, massmedia. Credo che sia giusto affrontare tali problematiche per trovare delle soluzioni , educando alla non violenza, al rispetto dell’individuo, al rispetto dei diritti umani, della diversità, al confronto democratico e alla multiculturalità.
“E’ un sequestro volontario di persona”. Così il ministero degli Affari esteri della Bielorussia ha definito la vicenda di Maria, la bimba nascosta da tredici giorni dalla famiglia affidataria, in una nota consegnata all’ambasciatore italiano nella capitale Minsk, convocato appositamente. Allora siamo tutti degli ipotetici sequestratori, sostengo i genitori che si vorrebbero sentire tali, la vicenda di Maria è una storia di violenze che voleva essere taciuta, perchè tanti bambini come lei vedono negato il diritto alla vita, ora vogliono lanciare accuse alla famiglia, loro sono puliti, in orfanotrofio non è successo quello che ha indotto Maria a desiderare il suicidio e a disegnare delle tombe.
Spero che in questa vicenda vinca il cuore , la vita, non la ragion di stato.
Proclamando l’importanza dell’individuo contro un sistema che non protegge.
Quante verità? A cosa credere, a chi credere?
8/2/2007 Maria,”Le violenze erano inventate”-Bimba lo avrebbe confessato a psicologi . Come racconta la Repubblica, lo avrebbe ammeso la stessa bambina di 10 anni agli psicologi di Minsk. Sarebbero stati i genitori adottivi a “suggerirle” di mentire per restare in Italia. La procura bielorussa indaga i coniugi Giusto per istigazione al falso.
Dopo aver letto di una bambina tenuta in gabbia ho scritto questo pensiero, perchè non ci stò. Odio la violenza.
http://www.tgcom.mediaset.it/mondo/articoli/articolo301300.shtml
Mi chiedo il perchè di tanta violenza che vede i bambini vittime indifese di adulti ; abbandoni,violenze, tutto contro chi non può difendersi.
Basta , non ci voglio credere che un uomo sia questo, bambini rinchiusi in gabbie, privati del loro essere bambini, per loro niente giochi, il consumismo che si spreca sotto i nostri occhi lì in quelle gabbie, in quella condizione che rispecchia la miseria umana non c’è, la libertà di essere bambini, di essere liberi
di vivere
dov’è??????????????????????????????????????????????????????????????
Notizie dalla rete

Sicuramente farà parlare di sè questa campagna di “comunicazione”, costata 100.000 euro che ha l’obiettivo di riposizionare la reputazione e l’immagine dei calabresi.
Ho fatto una rassegna dei vari articoli presenti in rete, cosa ne pensate?
28/02/2007
Inaffidabili, terroni, ultimi della classe, malavitosi, incivili,
ma anche coraggiosi e faccia tosta c’è da pensare dei calabresi, dopo la presentazione della campagna di comunicazione ideata da Oliviero Toscani… esordisce così.
Allora analizzando lo slogan si parte da una visione negativa, per poi concludere con “gli ultimi saranno i primi”.
Sembra una pubblicità demenziale, tra l’ipocrisia italiana di voler nascondere i problemi dietro delle etichette e dei luoghi comuni, ogni persona è consapevole di essere ciò che è e non deve aver paura dei giudizi degli altri, siamo tutti diversi, individui, unici .
Ma la volete smettere di ridurre tutto ad uno slogan.
Secondo me hanno scelto dei liceali , perchè delle persone più adulte non si sarebbero messe a ridere, ma a piangere , boicottando questa campagna , perchè non investono i soldi per creare lavoro?
Che bello fregare la gente che si deve rimboccare le maniche e che deve andare avanti nonostante tutto.
Viva l’Italia allora, “Inaffidabile, Terrona, Ultima della classe, e chi più ne ha più ne metta”, ho preso spunto dallo slogan.
Non c’è Nord e Sud , ci sono esseri umani, con pensieri , sentimenti , ideali , persone che cercano la pace come un valore universalmente riconosciuto che sia in grado di passare anche attraverso l’accettazione dell’altro da sé e comunque sempre indirizzato a superare ogni qualsiasi barriera sociale e/o religiosa ed ogni pregiudizio ideologico, in modo da evitare situazioni di conflitto fra più persone.
Fermate tutto voglio scendere!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! jolex
Oliviero Toscani firma la campagna per la Regione Calabria
Oliviero Toscani, coadiuvato dal suo gruppo di lavoro ‘La Sterpaia’, ha realizzato per conto della Regione Calabria una campagna di comunicazione che ha l’obiettivo di riposizionare la reputazione e l’immagine dei calabresi.
[26/02/2007 - 09.14]
E’ una campagna mirata alla creazione di un percorso di simpatia e di superamento di molti pregiudizi e luoghi comuni, ben per questa punta sul “calabrese” più che sui luoghi e le bellezze paesaggistiche della Calabria. L’immagine della Calabria è affidata ai giovani che con la loro spontaneità e simpatia dovranno far superare i pregiudizi e i luoghi comuni su questa terra del Sud. Toscani ha puntato l’obiettivo della sua macchina fotografica sui ‘ragazzi di Calabria’, con l’intento di evidenziare che gli adolescenti del Sud, i calabresi in particolare, sono simpatici e ironici, ottimisti e speranzosi, appassionati e motivati, così come quelli delle altre regioni d’Italia, ma hanno in più grinta e voglia di riscattarsi dai luoghi comuni.
CALABRIA: OLIVIERO TOSCANI FIRMA CAMPAGNA COMUNICAZIONE REGIONE
Lamezia Terme, 20 feb. - (Adnkronos) - ”Nascere in Calabria non e’ un vanto, ne’ una colpa. Essere calabrese e’ una condizione ereditata, non e’ una scelta. Ognuno di noi puo’ e deve scegliere come vivere il suo futuro. E nel futuro ci sono i nostri giovani e c’e’ l’Europa. Non capire questo significa creare grave nuocimento non solo alla Calabria ma, piu’ in generale, al nostro Paese”. Lo sostiene Oliviero Toscani, che, insieme alla sua equipe ”La Sterpaia”, ha realizzato per conto della Regione Calabria, una campagna di comunicazione che ha l’obiettivo di riposizionare la reputazione e l’immagine dei calabresi.
E’ una campagna mirata alla creazione di un percorso di simpatia e di superamento di molti pregiudizi e luoghi comuni. Proprio per questo punta sul ”calabrese” piu’ che sui luoghi e le bellezze paesaggistiche della Calabria. Dopo mesi di lavoro, ricerche sul territorio, viaggi nel mondo delle nuove generazioni che ormai approdano ad un linguaggio schietto e comune, superando gli stereotipi dei ”grandi” e, quindi, realizzando una maggior coesione ”tra italiani”,Toscani ha messo in cantiere il suo progetto che verra’ presentato venerdi’ 23 febbraio alle 12 nella ”Sala del Cenacolo” della Camera dei Deputati, su concessione del Presidente on. Fausto Bertinotti.
Saranno presenti insieme a Toscani il presidente della Regione Calabria Agazio Loiero, il vicepresidente ed assessore al marketing territoriale Nicola Adamo ed autorevoli esponenti ”made in Calabria” della cultura e delle Professioni.
(Prs/Ct/Adnkronos)
Calabria”griffata” da Oliviero Toscani.
Parte una campagna di comunicazione da parte della regione Calabria curata dal celebre fotografo.
Un grande creativo, Oliviero Toscani e il suo team, ”La Sterpaia”. Ha una ‘griffe’ doc la nuova campagna di comunicazione delle regione Calabria, presentata oggi a Roma nella Sala del Cenacolo, dal governatore Agazio Loiero e dal vicepresidente Nicola Adamo. Obiettivo: promuovere il rilancio dell’immagine di questa terra del sud troppo spesso vittima di pregiudizi e luoghi comuni. Un compito che Toscani ha affidato ai volti puliti e sereni di un gruppo di liceali, che saranno protagonisti di 2500 manifesti 3×6 che verranno affissi in tutta Italia e di immagini che compariranno a tappeto su tutti i quotidiani. Ma soprattutto a uno slogan. Uno slogan provocatorio: ”Malavitosi? Inaffidabili? Si’, siamo calabresi”.
“Il nostro messaggio - ha spiegato il vicepresidente della Regione Calabria Adamo- deve essere un segno di riscatto per la nostra terra, un segno di una Calabria che vogliamo cambiare. Vogliamo partire dall’identita’ dei calabresi - ha aggiunto- dal fatto che la calabresita’ possa essere un valore. Io e Agazio Loiero abbiamo fiducia che questo cambiamento si possa fare. Siamo consapevoli che fa molto piu’ rumore un albero che cade di una foresta che cresce in silenzio, pero’ ce la vogliamo mettere tutta per dare questa nuova immagine alla Calabria”. ” Siamo soliti - ha detto Adamo- ricondurre la Calabria a immagini che raffigurano azioni di basso senso civico, vogliamo cercare di fare qualcosa per cambiare questo riferimento”.
“Io che sono un milanese doc - ha affermato Oliviero Toscani- ho convissuto nella mia terra con tantissimi calabresi e napoletani e quando chiedevo a uno di loro ‘tu sei napoletano?’ ‘ tu sei calabrese?’ la risposta era sempre ’si’ e allora?’. Da qui e’ nata in me l’idea di utilizzare luoghi comuni usati ‘contro’ i calabresi per ironizzare sulle loro banalita’, l’ho trovato uno strumento innovativo e originale per divulgare un ritratto della Calabria coerente con l’idea che i ragazzi calabresi hanno della loro regione, per conquistare sia l’Italia che l’Europa con questa immagine positiva”.
“Nasciamo tutti con un paio di ali - ha continuato Toscani citando Jim Morrison e riferendosi alla possibilita’ di cambiamento della Calabria - ma solo quelli che sognano voleranno veramente”.
“Sono rimasto ’scioccato’ - ha affermato il governatore Loiero- quando ho visto questa campagna di comunicazione cosi’ provocatoria, ma ci siamo affidati ad Oliviero Toscani proprio per dare un’immagine forte. Non abbiamo mai negato - ha specificato Loiero - che esista la criminalita’ in Calabria. Cambiare le cose e’ difficile, noi vogliamo ripartire dai giovani. Questo deve essere un segno affinche’ i pregiudizi del passato che identificano la nostra terra, possano essere archiviati”.
“Abbiamo messo molte forze nella scuola - ha continuato - e nella formazione, in certe zone della nostra regione non c’e’ una grande educazione, e mi riferisco di educazione alla democrazia e alla convivenza, noi abbiamo a disposizione 24 mila miliardi delle vecchie lire da stanziare nella cultura, abbiamo molti limiti ma anche straordinarie riserve”.
28/02/2007 - 13.17 Catanzaro
Inaffidabili, terroni, ultimi della classe, malavitosi, incivili, ma anche coraggiosi e faccia tosta c’è da pensare dei calabresi, dopo la presentazione della campagna di comunicazione ideata da Oliviero Toscani…
Inaffidabili, terroni, ultimi della classe, malavitosi, incivili, ma anche coraggiosi e faccia tosta c’è da pensare dei calabresi, dopo la presentazione della campagna di comunicazione ideata da Oliviero Toscani per rinnovare l’immagine della Calabria.
Nella Stanza del Cenacolo della Camera dei deputati nello splendido Palazzo Valdina venerdì 23 febbraio. Abbondantemente esauriti i novanta posti di capienza da una platea di parterre de roi fatta da politici calabresi imprenditori e personaggi vicini in vario modo alla nostra Regione, c’era anche qualche giornalista.
L’interesse alto era dimostrato dalle quasi 200 conferme che il giorno prima erano arrivate presso la sede della rappresentanza romana della Giunta Regionale, a fronte di 90 inviti nominativi inviati. Scongiurato con qualche telefonata il pericolo di sovraffollamento, anche perché gli uscieri della Camera non scherzano e avrebbero lasciato fuori senza troppi scrupoli qualche vip.
C’era Oliviero Toscani naturalmente artefice della campagna, il Presidente della Regione Agazio Loiero, e l’assessore e vicepresidente diessino Nicola Adamo che più di tutti ha puntato su quella che è stata definita “una scelta forte”. Perché ad affidarsi a Toscani, più abile da sempre a distruggere che a costruire coi suoi scatti, c’è il rischio di rimetterci le penne. Personaggio scomodo, istrionico, ironico, pieno di sé e poco incline ai consigli degli altri. Il guru della fotografia di denuncia anche in questa sua veste istituzionale non ha scelto dei toni soft… anzi. Ha deciso di consegnare ai volti sorridenti e “acne e sapone” di giovani liceali calabresi (perché avrà scelto i licei e non gli istituti superiori?) la nuova immagine di una Calabria autoironica e irriverente.
Dietro uno slogan che varia di volta in volta, e che affibbia ai calabresi gli epiteti meno onorevoli con cui sono conosciuti nel mondo, il sorriso dei nostri ragazzi vestiti in jeans e maglietta bianca, risponde sfacciatamente con un altro slogan: “Si (senza accento, vedi pezzo in fondo ndr) siamo calabresi.”. E vai con gli insulti: Inaffidabili, Terroni, Ultimi della classe, e chi più ne ha più ne metta e lì i ragazzi a sorridere dietro il “siamo calabresi”, a margine di ogni manifesto appare il tema conduttore della campagna: “gli ultimi saranno i primi” firmato regione Calabria con tanto di vessillo istituzionale.
“Qualcuno penserà che siamo presuntuosi – ammette il Presidente Loiero – e anch’io ho pensato che potesse esserci l’equivoco, perché prima di comunicare bisogna fare”, conferma il Presidente. Ma poi la provocazione di Toscani ha convinto tutti, anche perché “Peggio di così, non possiamo andare. Dopo i fatti tragici che sono successi e che ci caratterizzano davanti agli altri – continua i Loiero – siamo di fronte a un pregiudizio strisciante che ci accompagna, di fronte al quale siamo inermi, meglio quindi reagire mostrando il volto nuovo e migliore che fuori della Calabria non si vede, di cui non parlano i giornali nazionali interessati alla nostra terra solo quando c’è un morto ammazzato”.
Allora meglio riappropriarci della nostra immagine negativa e farci dell’autoironia, che magari non cambia le cose, ma dimostra che la calabresità citata da Adamo, così come la “sicilitudine” di Sciascia citata da Loiero, sono sinonimo di coraggio, di voler andare avanti nonostante tutto. Perché come ha rivelato lo stesso Toscani a margine della presentazione: “ci vuole coraggio per cambiar le cose, così come c’è voluto coraggio ad accettare la sfida di cambiare l’immagine della Calabria che la Giunta Regionale mi ha affidato”.
I quotidiani nazionali pubblicheranno due pagine a colori con le immagini della campagna, in cui i giovani calabresi ridono dei luoghi comuni, tutti negativi, che per tradizione ci sono affidati, e mostrano l’ingenua speranza di cambiamento che solo loro possono rappresentare. Alla decisione forte di questa “operazione simpatia” sui calabresi si è giunti colpiti dall’irriverenza dello stesso Toscani, quando Putin disse che l’Italia era il luogo dove è nata la mafia. Toscani autonomamente scrisse un telegramma a Putin dicendo: “a nome della Regione Calabria protesto, in Italia esiste anche la ‘ndrangheta”. Questa voglia di affrontare sorridendo i problemi drammatici rinvenuta nel fotografo milanese ha contagiato l’assessore Adamo, e il presidente Loiero, fino a convincerli a trasformare una campagna di pubblicità positiva basata su sole e spiagge assolate, in un’autoironica elencazione dei nostri mali.
“Perché le spiagge e il sole mica le avete inventate voi calabresi – spiega sarcastico Toscani – voi dovete inventarvi il coraggio di dimenticare l’attuale situazione e ripartire da zero”.
Detto fatto e il coraggio di prenderci in giro si è trasformata in una campagna massiccia di pubblicazione istituzionale. Sono 15 i grandi quotidiani nazionali coinvolti che pubblicheranno 120 pagine (o sessanta doppie pagine dipende da come la si vede) a colori con i nuovi slogan. In questa prima imponente tornata rivolta solo ai lettori del Centro Nord, vero target della campagna, si prevedono tre uscite, per una spesa iniziale di 900.000 euro.
“In ogni caso – rassicura Adamo – si tratta di un’operazione senza budget che la Giunta gestisce firmando direttamente i contratti con le testate e risparmiando il 15% tradizionalmente dovuto alle agenzie intermediatrici”. Nelle principali città del Centro Nord saranno affissi 2500 manifesti 3×6 metri, da far invidia ai potenti mezzi Berlusconiani, anche se per questa operazione non è data sapere la cifra investita, o almeno, dicono, non è stata ancora quantificata. E poi “toccherà anche ai calabresi risparmiati da questa tornata – spiega Adamo – saranno protagonisti di un’ulteriore ricaduta pubblicitaria della stessa campagna, ma è una sorpresa”.
da Roma per DNA
Francesco Paravati
Il giallo dell’accento
Zingarelli: dizionario dei sinonimi e dei contrari: “Si” (senza accento): settima nota musicale. “Si” (senza accento): pronome riflessivo terza persona maschile e femminile. “Sì” (con l’accento): affermazione, certamente, evidentemente, ecc. Sul senso che il grande guru della comunicazione Oliviero Toscani volesse dare a quel “sì siamo calabresi” c’è poco da dubitare. Si tratta per sua stessa ammissione di una affermazione secca e autoironica di innocente colpevolezza. Si stupisce allora l’occhio impertinente quando si sofferma incredulo su quel “si, siamo calabresi” senza accento.
Gli occhi si stropicciano, si guardano e riguardano i manifesti: nessuna traccia di quell’accento, e la cosa più drammatica e che nessuno sembra accorgersene. Sarà una licenza poetica , ma allora perché non lo ha detto nessuno dei relatori e degli autori della campagna, così attenti a sottolineare qualsiasi sfumatura nel format pubblicitario. Di quell’accento nessuno sembra interessarsene. La curiosità si fa grande e peggio il dubbio che qualcuno stia mandando in stampa migliaia di euro dei contribuenti in una pubblicità con un errore grammaticale.
Non resta che chiedere all’autore: Signor Toscani, ma non ci vuole l’accento, è un sì affermativo? all’omone milanese artefice di mille pubblicità molto fotografate e poco scritte a momenti cadono gli occhiali: “Ah, è vero, cioè no, non è vero, no non ci vuole l’accento è un pronome…”
Ma come è un affermazione non è un pronome. “Ma no, è vero – interviene Pino Soriero ex sottosegretario diessino – è vero che ci vuole l’accento, che strano che non ci sia”. Non c’è tempo di continuare la disputa grammaticale che subito il Maestro viene risucchiato dalle domande di un paio di spettatori entusiasti. Le hostess forti di studi classici più freschi del fotografo milanese sembrano annuire, “è vero bravo ci vuole l’accento - commentano all’unisono. La questione si fa spinosa e il rischio di passare per ignoranti oltre che per terroni, inaffidabili, eccetera si fa sempre più vicino.
Presidente Loiero mi scusi ma non ci andava l’accento sul sì? è un’affermazione!; il Presidente ex giornalista si ferma un attimo, gli viene da ridere, ma poi deve andar via. In effetti non è compito suo correggere le bozze del maestro Toscani. Se è una licenza poetica che qualcuno lo dica. Il presidente della Np&A Comunicazione Arcuri vacilla: “e che ne so chiedilo a Toscani”, a loro che hanno stampato migliaia di cartelline il dubbio non è mai venuto. Non resta che riprovare con Toscani, forse ci avrà riflettuto: Allora signor Toscani è una svista o una licenza poetica, se è così lo dica, prima che vadano in stampa se no faremo una figuraccia come calabresi. “Ancora l’accento! Ancora lei! – stavolta il maestro è proprio incazzato – Quelli come lei che sollevano falsi problemi invece di guardare ai problemi reali della Calabria”. L’incredulità fa posto al fair play: “Mi scusi ma lei sta mandando in stampa 900.000 euro di pagine pubblicitarie sui principali quotidiani con un errore di grammatica (a questo punto non può che essere tale, ndr) e secondo lei è un falso problema?”: A questo punto viene fuori tutta la milanesità del fotografo, e non è certo un complimento: “Ma secondo lei quanti calabresi si accorgeranno dell’accento che manca?”. Il cronista fa posto al calabrese orgoglioso: “Lei sta dando dell’ignorante a me e ai miei concittadini quindi, e poi se non se ne accorgeranno i calabresi se ne accorgerà il resto d’Italia per cui oltre che passare per presuntuosi, terroni e quant’altro passeremo per analfabeti grazie ad un investimento pubblico”. Sarà… ma si vede che le 100.000 euro incassate per realizzare la campagna non bastano al maestro per intervenire e riparare l’errore, o almeno per dichiarare che sì, si tratta di una licenza artistica. “Vorrà dire che voi non avete l’accento - conclude prima che il suo consulente se lo porti a pranzo. Quando tutto sembrava finito rispunta il mitico baffo di Pino Soriero: “in effetti lei ha ragione, ma fosse stato per me oltre all’accento ci avrei messo il ma: “Terroni? Sì, ma siamo calabresi” vede come suona meglio?”.
da Roma per DNA
Francesco Paravati
