In abito da sposa
Portare in giro i propri pensieri,
i propri ideali di pace ,
di fiducia negli altri,
le proprie utopie,
mi dispiace per quanto è accaduto a Giuseppina in arte Pippa Bacca
una ragazza ,
una donna in abito da sposa ,
in lei ci siamo un pò tutte noi, sognatrici, creative,
non mi sento di giudicare , non giudico ,
la vita tante volte prende delle pieghe , delle direzioni inaspettate,
così un viaggio si trasforma in un viaggio senza ritorno,
un viaggio a metà,
un viaggio per vivere, uno per morire.
Sapori e ricordi


Una sera scrissi su un pezzetto di carta che noi esseri umani non siamo un deserto, ma abbiamo tante ricchezze dentro che dobbiamo solo scavare e togliere fuori.
Cosa ho piantato ultimamente dei peperoncini , penso di piantarne altri, del basilico, delle piante. Ho anche piantato questo bulbo di giacinto

Cosa ho combinato con i jeans, mi piacciono le catenelle allora ho pensato di agganciarne una, non la tolgo più.
Vi presento la Tuca la mia tartarughina, si chiama così perchè la mattina produce dei rumori, bussa sul vetro io la adoro. Si nutre con dei gamberetti secchi, mangia il pomodoro, l’insalata ecc. Vive in un acquario allestito secondo le sue necessità, delle volte gironzola per casa e spesso la pulisco con uno spazzolino. Non voglio promuovere l’acquisto non consapevole di tartarughe anzi vi vorrei dire di evitare di prenderle come le vendono molte negozianti di animali in quelle vaschette lager di plastica con la palmetta, poichè necessitano di spazio , di un sistema filtrante, di un termoriscaldatore, di un termometro, di una zona emersa., altrimenti la tartaruga soffre e noi non vogliamo di certo questo, perchè questi esseri viventi vanno rispettati e amati .


Pillole di saggezza
Preghiera per la pace
Oh! Grande spirito che regni nel cielo
guidaci in un accordo di pace e di comprensione
permettici di vivere tutti insieme come fratelli e sorelle.
Saggezza indiana

Gironzolando ho trovato questo sito molto interessante , i biscotti assumono forme varie, farfalle, borse, scarpe, ecc. adatti ad ogni occasione, per chi si vuole fare trasportare in un mondo colorato e divertente , biscotti pertutti i gusti , magari ispirano anche noi!

http://elenis.com/
Queste torte poi sono molto raffinate, uniscono l’amore per l’arte e il design , perle bianche, fiori, nastrini, pois, per un gusto tutto femminile.

http://sabrinacakealchemy.com/
“A la Carte” significa una scelta libera da un’offerta varia. Un concetto innovatore che corrisponde a coltura da tavolo moderna. Vale a dire, la capacità di unire elementi differenti dell’insieme per una regolazione da tavolo attraente. La nuova porcellana organicamente formata assiste ciascuno contengono tre sculture-come gli insiemi che assumono le funzioni delle ciotole e delle piastre. Il disegno “del Origami„ si è regolato è influenzato dall’arte giapponese di carta che si piega; “Nimbus„, “il poncio„, “la paletta„, “Tatami„ e “il Papyrus„ sono sia espressivi che molli nella forma e permettono agli utenti di celebrare ripetutamente i nuovi stili .
Il testo è stato tradotto.

Designer: Robin Platt

La lampada a cipolla pendente è formata da due parti sospese . Ha un modello intagliato degli anelli concentrici, ispirato dai molti strati di una cipolla. Durante il giorno, il Cipolla assume una forma bianca sculturale , ma di sera, intraprende una qualità differente della luce, dando risalto alla superficie particolare. Creazione di Dominic Bromley
Arte in movimento
Canestra di frutta Caravaggio
Michelangelo Merisi da Caravaggio, 1597-1598
olio su tela, 47 × 62 cm

La bacatura della mela, le spaccature del fico maturo, la baccellatura delle foglie ritorte sono elementi che riportano il tono della composizione alla fedeltà, alla naturalezza del vero ed alla realtà, allo stesso tempo sono precisi significati simbolici, legati al tema della Vanitas e della caducità dei beni terreni.
A proposito di vanitas, il canestro sporge un po’ in avanti, come se fosse in una situazione già precaria. I frutti sono tutti legati alla simbologia cristologica, a presagire la passione di Cristo. Le nature morte erano due, una legata al culti mariano e una legato a Cristo. In questo dipinto alcuni critici hanno cercato significati che vanno al di là di una semplice lettura degli elementi realistici rappresentati: le foglie fresche in contrapposizione ad altre secche; i frutti turgidi e maturi accanto ad altri bacati alludono al dualismo esistenziale “tra vitalità e disfacimento, tra floridezza e morte”.
De Chirico Natura morta con uva e peperoni

Secondo l’artista “La natura morta ha nella lingua tedesca e inglese un altro nome , molto più bello e molto più giusto. Questo nome è : Still Leben e Still Life,”vita silenziosa”. E’ infatti un quadro che rappresenta la vita silenziosa degli oggetti e delle cose, una vita calma, senza rumori e senza movimenti, un’esistenza che si esprime per mezzo del volume, della forma, della plasticità.
In realtà gli oggetti sono immobili, ma potrebbero essere mossi dalla mano umana o dal vento. …Queste cose stanno sulla terra, questa terra che respira intensamente la vita, piena di rumori e movimento.Una natura morta contiene una geografia, tutto un mondo ridotto come nei dizionari”.
De Chirico Balcone a Firenze

“La sostanza delle cose conta più dei colori; è la sostanza che determina la forma, mentre la plasticità è intensificata dallo strato di aria che avviluppa le cose. E’ l’aria che ci fa indovinare e vedere nel nostro cervello il lato per noi invisibile degli oggetti”.
L’arte di Andy Warhol 
Andy Warhol, nome d’arte di Andrew Warhola, (Pittsburgh, Pennsylvania, 6 agosto 1928 - New York, 22 febbraio 1987) fu un pittore, scultore, regista ed in genere artista statunitense e figura predominante del movimento pop art americano.
La sua attività artistica conta tantissime opere, infatti produceva in serie le sue opere con l’ausilio dell’impianto serigrafico. Le sue opere più famose sono diventate delle icone: Marilyn Monroe, Mao Tse Tung, Che Guevara e tante altre. La ripetizione era il suo metodo di successo: su grosse tele riproduceva moltissime volte la stessa immagine alterandone i colori (prevalentemente vivaci e forti). Prendendo immagini pubblicitarie di grandi marchi commerciali (famose le sue bottiglie di Coca Cola, le lattine di zuppa Campbell’s, e i detersivi Brillo) o immagini d’impatto come incidenti stradali o sedie elettriche, riusciva a mettere a disagio il visitatore proprio per la ripetizione dell’immagine su vasta scala.

La sua arte, che portava gli scaffali di un supermercato all’interno di un museo o di una mostra d’arte, era una provocazione nemmeno troppo velata: secondo uno degli più grandi esponenti della pop art l’arte doveva essere consumata come un qualsiasi altro prodotto commerciale.
Ha spesso ribadito che i prodotti di massa rappresentano la democrazia sociale e come tali devono essere riconosciuti: anche il più povero può bere la stessa Coca Cola che beve il Presidente degli Stati Uniti o Elizabeth Taylor.

http://www.carnegiemuseums.org/carnegie/index.htm
Le Timeboxes o Time Capsules sono scatole di cartone, tutte di identico formato, in cui Andy Warhol, nel corso degli anni, letteralmente stipò qualunque cosa gli passasse per le mani e di cui, pur non avendone apparentemente necessità, intendeva conservare la memoria: un archivio gigantesco (più di seicento scatole, conservate nell’Andy Warhol Museum di Pittsburgh), fatto non solo di corrispondenza e di pagine di giornale, ma degli oggetti più svariati. Tuttavia, “inscatolare” non significava per Warhol soltanto archiviare: molto spesso da questi stralci, da questi “appunti di lavoro” nascevano poi idee che, rielaborate, conducevano alla creazione di una nuova opera d’arte.Le Time Capsules come “icone” del processo creativo di Warhol, intende dunque proporre un’ampia selezione della produzione dell’artista (dai ritratti alle fotografie alle maquettes fino agli stessi materiali contenuti nelle scatole) suggerendo il concetto di una fondamentale “continuità” nel rapporto tra arte e vita. Il catalogo rispecchia l’”horror vacui” dell’esistenza creativa di Andy Warhol, ne riproduce la ricchezza e l’intensità, ed è esso stesso, a suo modo, un “oggetto d’arte”.
dell’artista, spiegando pure la complessa verità dellL’operazione nasce dalla volontà di fermare il tempo, conservare i momenti in un scrigno prezioso, arrestare la frenesia della vita, immagazzinando i prodotti materiali e concreti dell’epoca.
Secondo Tom Sokolowski, direttore del museo Andy Wahrol di Pittsburgh, la città natale dell’artista da cui provengono le opere esposte, tutte le creazioni del papà delle Pop art americana sono Time Capsules, perché tutte sono testimonianza ed emblema della società capitalistica e consumistica.

Abbiamo imparato a volare come gli uccelli,
a nuotare come i pesci,
ma non abbiamo imparato a vivere come fratelli.
Martin Luther King

http://www.kashgt.co.uk/kash.htm
Spero che qualcuno si mobiliti per impedire l’uccisione di Gabriele Torsello. Non lasciatelo morire!!!!!!!!!!!
Gabriele Torsello, il fotoreporter italiano rapito in Afghanistan il 12 ottobre scorso, è stato liberato oggi venerdì 3 novembre, sta bene.
Torsello, appello Ucoii su tv arabe
“Liberare reporter senza condizioni”
L’ Ucoii (Unione delle comunità islamiche in Italia) trasmetterà, insieme alla famiglia Torsello, un appello per la liberazione “senza condizioni” del reporter italiano Gabriele attraverso Al Jazeera e altre tv satellitari del mondo arabo. Lo ha annunciato il presidente Mohammed Dachan che ha invitato “tutte le moschee a fare un’invocazione per la sua liberazione nel sermone di venerdì 27 ottobre”.
Nel comunicato - che si riallaccia a un altro appello già fatto ieri dall’Ucoii - si esprime ‘’solidarietà” e ”vicinanza” ai familiari di Torsello ”e a tutto il Paese, a tutti i giornalisti onesti e agli operatori del volontariato nelle zone a rischio, che mettono la loro vita in pericolo per fare il bene e che meritano quindi che tutti noi ci adoperiamo in loro difesa”.
Nel comunicato Dachan annuncia che l’Ucoii si rivolgerà “a tutti gli afgani, per la liberazione dell’ ostaggio”, tramite il canale satellitare Al Hurra. Il presidente dell’associazione islamica ha annunciato inoltre che esponenti dell’Ucoii e della famiglia del giornalista sequestrato registreranno insieme un altro appello - ”che il canale satellitare Al Jazeera si è impegnato a trasmettere” - in occasione della ”Tenda di Fine Ramadan”, che sarà allestita nel centro di Ancona dalle 10 alle 20 di sabato 28 ottobre, dedicandone uno spazio - gestito, insieme con i familiari di Torsello - alla ”causa del fratello”.
Preannunciati pure, per questi giorni, ”diversi sit in nel Nord Est, in varie citta”’. ”Chiediamo a tutte le forze politiche e autorita’ governative e amministrative - conclude il comunicato - di partecipare a questa manifestazione”.
28/10/2006
Silvia, la moglie di Gabriele, ha letto l’appello in italiano e Dachan lo ha tradotto in arabo. “Al Salam Al Aleikam -recita l’appello-, Gabriele è un fotoreporter italiano sequestrato 16 giorni fa in Afghanistan dove è andato a dare voce a chi non ha voce. Voleva parlare della vita quotidiana delle gente, della sofferenza del popolo della vita degli afghani. Gabriele stima il popolo afghano. Ha lavorato tanti anni in Kashmir e da due anni sta lavorando per l’Afghanistan”. “Gabriele è una persona pulita -continua l’appello- è trasparente, è un uomo vero che vuole fare solo il suo lavoro. E’ un fotoreporter. Vi preghiamo con tutto il cuore di liberarlo perché possa tornare nella sua famiglia”.L’appello ricorda che “Gabriele ha scritto a mamma Vittoria che ama l’Afghanistan e il popolo afghano. Gabriele ama tanto il mondo islamico tanto è che ha abbracciato la fede islamica. Nessuna madre, nessun padre, nessuna moglie e nessun figlio vorrebbe che il loro congiunto si trovasse in questa situazione. Ciao Gabriele, ti aspettiamo. Fi Aman Illah, Che Dio sia con voi”. Dopo queste parole, il presidente dell’Ucoii ha letto un altro appello solo in arabo.”Speriamo che manifestazioni di solidarietà come quella di oggi possano servire per far tornare Gabriele a casa. Lo aspettiamo con tanto amore e con tanta trepidazione”, ha detto il padre Marcello Torsello. Poi riferendosi alla nuora Silvia e al piccolo Gabriele di 4 anni, rientrati dall’Austria, l’uomo ha sottolineato che “oggi è tornata una parte di mio figlio. E’ stata una cosa meravigliosa quando ha abbracciato mio nipote, il figlio di mio figlio. Sono stato felicissimo ed è per me un buon auspicio, un buon augurio perché vuol dire che tra poco la famiglia sarà riunita per sempre”.
Torsello ai media: “Aiutatemi”,il giornalista verrà ucciso allo scadere dell’ultimatum, che non è chiaro se sia alla mezzanotte di domenica o di lunedì 23 ottobre.
Afghanistan, appello ai colleghi
Con voce tremolante Gabriele Torsello, dal luogo della prigionia, ha rivolto ”un appello ai media e ai suoi colleghi giornalisti” affinché lo aiutino a essere rilasciato. E ha aggiunto: ”i miei sequestratori ripetono che sono una spia e che le truppe britanniche hanno bombardato i distretti di Musa Qala e di Nawzad in seguito alle mie informazioni”. Lo ha rivela l’agenzia di stampa afgana Pajhwok.
L’agenzia ha aggiunto di essere riuscita a parlare per telefono giovedì con il fotoreporter italiano che, ”con la voce tremolante”, appunto, avrebbe detto di essere ‘’sotto minaccia costante e sottoposto a estrema pressione da parte dei suoi rapitori”. Torsello avrebbe anche aggiunto di non sapere dove si trova, anche perché i rapitori lo hanno bendato dopo il sequestro. Mentre Torsello parlava, continua l’agenzia afgana, i sequestratori lo hanno interrotto per ribadire le loro richieste all’Italia: consegnare l’afgano convertito, Abdul Rahman, e ritirare i militari italiani dall’Afghanistan. In particolare, un uomo, parlando duramente, con l’accento locale di Helmand, ha avvertito che se l’apostata Rahman non sarà consegnato a una Corte islamica per il processo e se i soldati italiani non lasceranno il Paese, il giornalista verrà ucciso allo scadere dell’ultimatum, che non è chiaro se sia alla mezzanotte di domenica o di lunedì 23 ottobre.
La Farnesina ha dato il via libera a un dialogo con i talebani che avrebbero in consegna il giornalista e gli emissari italiani sarebbero al lavoro. Ovviamente non ci sarà alcun ritiro delle truppe italiane e nemmeno il rimpatrio dell’apostata Abdul Rahman (le due richieste presentate fin qui dai rapitori). La strategia seguita sarebbe quella di tipo “economico”, ovvero il pagamento di un riscatto. Il timore è che però l’atteggiamento rigido delle autorità afghane possa complicare il tutto.

How you dream????????????
Come sognate??????????????
Jellyfish invasion
A suon di Redbull
Una lattina che si suona , mi piace l’idea, il gioco di movimenti , i suoni. Sembra tutto molto ipnotico, sulla scia del consumismo, quante mani che tirano la linguetta.
Musica
Spazio dedicato a chi come me ama la musica e gli artisti che creano queste melodie vitali. Pezzi di vita visti con occhi diversi, ma condivisibili da tutti, un patrimonio universale, i nuovi poeti. Grazie
Questo spazio riassume una breve parte della musica che ascolto.
Simone Cristicchi vince il Festival di Sanremo con Ti regalerò una rosa , testo impegnato che porta allo scoperto un mondo fatto di segregazione e indifferenza .
Ti regalerò una rosa
Una rosa rossa per dipingere ogni cosa
Una rosa per ogni tua lacrima da consolare
E una rosa per poterti amare
Ti regalerò una rosa
Una rosa bianca come fossi la mia sposa
Una rosa bianca che ti serva per dimenticare
Ogni piccolo dolore
Mi chiamo Antonio e sono matto
Sono nato nel ’54 e vivo qui da quando ero bambino
Credevo di parlare col demonio
Così mi hanno chiuso quarant’anni dentro a un manicomio
Ti scrivo questa lettera perché non so parlare
Perdona la calligrafia da prima elementare
E mi stupisco se provo ancora un’emozione
Ma la colpa è della mano che non smette di tremare
Io sono come un pianoforte con un tasto rotto
L’accordo dissonante di un’orchestra di ubriachi
E giorno e notte si assomigliano
Nella poca luce che trafigge i vetri opachi
Me la faccio ancora sotto perché ho paura
Per la società dei sani siamo sempre stati spazzatura
Puzza di piscio e segatura
Questa è malattia mentale e non esiste cura
Rit.
I matti sono punti di domanda senza frase
Migliaia di astronavi che non tornano alla base
Sono dei pupazzi stesi ad asciugare al sole
I matti sono apostoli di un Dio che non li vuole
Mi fabbrico la neve col polistirolo
La mia patologia è che son rimasto solo
Ora prendete un telescopio… misurate le distanze
E guardate tra me e voi… chi è più pericoloso?
Dentro ai padiglioni ci amavamo di nascosto
Ritagliando un angolo che fosse solo il nostro
Ricordo i pochi istanti in cui ci sentivamo vivi
Non come le cartelle cliniche stipate negli archivi
Dei miei ricordi sarai l’ultimo a sfumare
Eri come un angelo legato ad un termosifone
Nonostante tutto io ti aspetto ancora
E se chiudo gli occhi sento la tua mano che mi sfiora
Rit.
Mi chiamo Antonio e sto sul tetto
Cara Margherita son vent’anni che ti aspetto
I matti siamo noi quando nessuno ci capisce
Quando pure il tuo migliore amico ti tradisce
Ti lascio questa lettera, adesso devo andare
Perdona la calligrafia da prima elementare
E ti stupisci che io provi ancora un’emozione?
Sorprenditi di nuovo perché Antonio sa volare
Altro testo impegnato è “Pensa” di Fabrizio Moro un brano di forte intensita’ dedicato a Paolo Borsellino e alla sua scorta trucidati dalla mafia. Il video vanta la regia di Marco Risi ed e’ stato girato interamente a Palermo con la partecipazione di 50 comparse, gli attori di “strada” del film “Mary per sempre” e con la partecipazione ’speciale’ di Rita Borsellino, sorella del magistrato ucciso.
Con la vittoria di “Pensa”, Fabrizio Moro si è aggiudicato anche il premio della critica “Mia Martini”.
” Pensa “
Testo della canzone
Ci sono stati uomini che hanno scritto pagine
Appunti di una vita dal valore inestimabile
Insostituibili perchè hanno denunciato
Il più corrotto dei sistemi troppo spesso ignorato
Uomini o angeli mandati sulla terra per combattere una guerra
Di faide e di famiglie sparse come tante biglie
Su un’isola di sangue che fra tante meraviglie
Fra limoni e fra conchiglie… massacra figli e figlie
Di una generazione costretta non guardare
A parlare a bassa voce a spegnere la luce
A commentare in pace ogni pallottola nell’aria
Ogni cadavere in un fosso
Ci sono stati uomini che passo dopo passo
Hanno lasciato un segno con coraggio e con impegno
Con dedizione contro un’istituzione organizzata
Cosa nostra… cosa vostra… cos’è vostro?
E’ nostra… la libertà di dire
Che gli occhi sono fatti per guardare
La bocca per parlare le orecchie ascoltano…
Non solo musica non solo musica
La testa si gira e aggiusta la mira ragiona
A volte condanna a volte perdona
Semplicemente
Pensa prima di sparare
Pensa prima di dire e di giudicare prova a pensare
Pensa che puoi decidere tu
Resta un attimo soltanto un attimo di più
Con la testa fra le mani
Ci sono stati uomini che sono morti giovani
Ma consapevoli che le loro idee
Sarebbero rimaste nei secoli come parole iperbole
Intatte e reali come piccoli miracoli
Idee di uguaglianza idee di educazione
Contro ogni uomo che eserciti oppressione
Contro ogni suo simile contro chi è più debole
Contro chi sotterra la coscienza nel cemento
Pensa prima di sparare
Pensa prima di dire e di giudicare prova a pensare
Pensa che puoi decidere tu
Resta un attimo soltanto un attimo di più
Con la testa fra le mani
Ci sono stati uomini che hanno continuato
Nonostante intorno fosse tutto bruciato
Perchè in fondo questa vita non ha significato
Se hai paura di una bomba o di un fucile puntato
Gli uomini passano e passa una canzone
Ma nessuno potrà fermare mai la convinzione
Che la giustizia no… non è solo un’illusione
Pensa prima di sparare
Pensa prima di dire e di giudicare prova a pensare
Pensa che puoi decidere tu
Resta un attimo soltanto un attimo di più
Con la testa fra le mani
Pensa
Il nuovo singolo acustico dei Subsonica è “Coriandoli a Natale” .
Questo brano a me piace molto.
E’ inutile sai,
il male che fa
il peso di un bacio.
L’hai dato soltanto
perchè eri da solo.
La colpa dov’è?
Qua intorno non c’è
Sai dirmi tu dov’è?
In un giorno che piove
Un giorno che tu
ti senti inutile
Coriandoli a natale
E magari ancora troppo stanco per ricominciare.
E magari ancora troppo stanco per ricominciare.
Ma scometto che poi..
Tu te ne andrai
E’ semplice ma..
ma non dire che
la vita ti prende
soltanto alle spalle.
Ti ha preso in un giorno che ti senti inutile.
Coriandoli a Natale
E magari ancora troppo stanco per ricominciare.
E magari ancora troppo stanco per ricominciare.
In un giorno che ti senti inutile
Coriandoli a Natale
Ma scommetto che poi..
Tu te ne andrai
E’ inutile sai
vorrei ma non puoi
toccarmi nel cuore
entrarmi negli occhi
Ti ha preso in un giorno che ti senti inutile
Coriandoli a Natale
Ma scommetto che poi …
Tu te ne andrai
Tu te ne andrai
Tu te ne andrai…
I Blind Alley erano una band molto conosciuta a Torino nei primi anni ‘80. Formati da Gigi Restagno, Luca Bertoglio e Marco Ciari (ma in precedenza anche da Jacopo Della Croce di Loyola), sono forse stati il primo gruppo a Torino e fra i primi in Italia ad interpretare lo spirito e lo stile Mod all’interno della new wave che proveniva dall’Inghilterra in quel periodo.
Concerti entusiasmanti, canzoni orecchiabili, spirito punk e un background beat, erano la formula, forse troppo avanti per i tempi, in una situazione del mercato musicale assolutamente impreparata a proposte innovative.
Precursori e punti di riferimento per il pubblico torinese, dopo lo scioglimento nel 1983 sono diventati band di culto, anche per non aver avuto il tempo di pubblicare niente, salvo un singolo nel 1983: I Was Dreaming / Whistle March per la Shirak Records di Torino.
Coriandoli a Natale è una cover del 1981 scritta e cantata dal torinese Gigi Restagno, musicista carismatico, conduttore radiofonico di Radio Flash, un personaggio della Torino anni 80. Nell’81 scrisse la parte melodica con il testo in italiano, anche se in realtà questa versione è del ‘96. Gigi frequentava Casasonica nel momento in cui i Subsonica iniziavano a fare i primi esperimenti, ed è stato uno dei primi incoraggiatori. Una mattina incise per dei provini dei pezzi tra i quali Coriandoli a Natale. Samuel era presente e questo pezzo lo emozionò a tal punto, che dopo la scomparsa di Gigi, avvenuta pochi mesi dopo, Coriandoli a Natale venne cantata ogni anno dai Subsonica nella ricorrenza che i musicisti di Torino dedicarono a questo artista.
Coriandoli a Natale, come riportato nelle cronache del diario di bordo, è un brano di Gigi, più volte eseguito da Samuel e Max nel corso dei raduni organizzati dai musicisti torinesi (Statuto in primis) per ricordare l’amico scomparso.
Il brano è stato realizzato in diretta da Samuel e Max , successivamente è stato incisa una seconda chitarra e un violoncello.
In un album di versioni acustiche ci sembrava doveroso inserire questa testimonianza. “Coriandoli a Natale” è stata suggerita come singolo, e benché abbia poche caratteristiche prettamente subsoniche, ci piace l’idea che un brano di Gigi (pur con il testo italiano di Luca Ragagnin) riesca a farsi apprezzare anche fuori da Torino.
A Gennaio cade il decimo anniversario della sua scomparsa.
Per il video abbiamo pensato a Luca Pastore, autore tra l’altro del video di “I was dreaming” dei Blind Alley (storica band di Gigi). Nel clip appare Samuel ritratto -acustica alla mano- in alcune location simbolicamente forti della città. Le arcate dei muri, i camerini dello spazio 211, gli esterni del fiume, i luoghi dell’ultimo concerto torinese del terrestre tour, diversi angoli periferici. Scorrono in quello che sembra una sorta di viaggio introspettivo di Samuel, immagini del tour, del palco dei camerini a contrastare l’incedere morbido e malinconico del brano. La presenza del solo Samuel serve a sottolineare l’eccezionalità della scelta di un brano così insolito. Anche perché voi che seguite con più attenzione avete già inteso tutto, ma la maggiorparte di coloro che assisteranno distrattattamente alla messa in onda, capiranno ben poco anche delle didascalie che scorrono sul finale sotto la foto di Gigi. C’è da scommetterci. Tratto da: http://www.subsonica.it/bacheca.asp?t=R&p=3
Sei Nell’anima Gianna Nannini
Foto del concerto

Vado punto e a capo così
Spegnerò le luci e da qui
Sparirai
Pochi attimi
Oltre questa nebbia
Oltre il temporale
C’è una notte lunga e limpida,
Finirà
Ma è la tenerezza
Che ci fa paura
Sei nell’anima
E lì ti lascio per sempre
Sospeso
Immobile
Fermo immagine
Un segno che non passa mai
Vado punto e a capo vedrai
Quel che resta indietro
Non è tutto falso e inutile
Capirai
Lascio andare i giorni
Tra certezze e sbagli
E’ una strada stretta stretta
Fino a te
Quanta tenerezza
Non fa più paura
Sei nell’anima
E lì ti lascio per sempre
Sei in ogni parte di me
Ti sento scendere
Fra respiro e battito
Sei nell’anima
Sei nell’anima
In questo spazio indifeso
Inizia
Tutto con te
Non ci serve un perchè
Siamo carne e fiato
Goccia a goccia, fianco a fianco
Il mio nome è mai più
Jovanotti, Ligabue, Pelù
Io non lo so chi c’ha ragione e chi no
se è una questione di etnia, di economia,
oppure solo pazzia: difficile saperlo.
Quello che so è che non è fantasia
e che nessuno c’ha ragione e così sia,
e pochi mesi ad un giro di boa
per voi così moderno
C’era una volta la mia vita
c’era una volta la mia casa
c’era una volta e voglio che sia ancora.
E voglio il nome di chi si impegna
a fare i conti con la propria vergogna.
Dormite pure voi che avete ancora sogni, sogni, sogni
Il mio nome è mai più, mai più, mai più
Il mio nome è mai più, mai più, mai più
Il mio nome è mai più, mai più, mai più
Il mio nome è mai più…
Eccomi qua, seguivo gli ordini che ricevevo
c’è stato un tempo in cui io credevo
che arruolandomi in aviazione
avrei girato il mondo
e fatto bene alla mia gente
(e) fatto qualcosa di importante.
In fondo a me, a me piaceva volare…
C’era una volta un aeroplano
un militare americano
c’era una volta il gioco di un bambino.
E voglio i nomi di chi ha mentito
di chi ha parlato di una guerra giusta
io non le lancio più le vostre sante bombe,
bombe, bombe, bombe, BOMBE!
Il mio nome è mai più, mai più, mai più
Il mio nome è mai più, mai più, mai più
Il mio nome è mai più, mai più, mai più
Il mio nome è mai più…
Io dico si dico si può
sapere convivere è dura già, lo so.
Ma per questo il compromesso
è la strada del mio crescere.
E dico si al dialogo
perchè la pace è l’unica vittoria
l’unico gesto in ogni senso
che dà un peso al nostro vivere,
vivere, vivere.
Io dico si dico si può
cercare pace è l’unica vittoria
l’unico gesto in ogni senso
che darà forza al nostro vivere.
Il mio nome è mai più, mai più, mai più
Il mio nome è mai più, mai più, mai più
Il mio nome è mai più, mai più, mai più
Il mio nome è mai più…

28/08/2006
Sudan, il governo ammassa truppe in Darfur. Per Amnesty è il segnale che la crisi dei diritti umani è diventata esplosiva Amnesty International ha chiesto oggi al Consiglio di sicurezza dell’Onu di agire immediatamente per proteggere la popolazione del Darfur. Secondo l’associazione, la decisione del governo del Sudan di ammassare truppe nella regione rischia di provocare in breve tempo una catastrofe dei diritti umani.
“Da al-Fasher, nel Darfur settentrionale, apprendiamo che l’aviazione sudanese sta trasferendo quotidianamente truppe e armi. Gli sfollati della regione sono terrorizzati perché vedono avvicinarsi gli stessi soldati che li hanno costretti alla fuga, stavolta col presunto compito di ‘difenderli’” – ha dichiarato Kate Gilmore, vicesegretaria generale di Amnesty International.
Amnesty International ha sollecitato il Consiglio di sicurezza a esercitare la massima pressione sul governo del Sudan affinché accetti l’invio di una missione di peacekeeping in Darfur o, nel caso questo venga rifiutato, a imporre ulteriori sanzioni mirate contro le autorità sudanesi. Il Consiglio di sicurezza, nella sua riunione odierna, dovrebbe esaminare una bozza di risoluzione sulla crisi in Darfur.
Il governo sudanese ha proposto un suo piano per proteggere la popolazione civile del Darfur, che prevede di inviare fino a 26.000 soldati nella regione.
“Il presunto piano di protezione del governo sudanese è una vergogna e dev’essere respinto fermamente” – ha commentato Gilmore. “Come può il Sudan, che in tutta evidenza sta per lanciare un’offensiva militare, proporsi come peacekeeper in un conflitto in cui è stato ed è il principale responsabile di gravi violazioni dei diritti umani?”.
Il 29 luglio il governo sudanese ha bombardato i villaggi del Darfur settentrionale, violando una risoluzione adottata nel marzo 2005 dal Consiglio di sicurezza, che proibiva qualsiasi volo di natura offensiva nella regione. A loro volta, i gruppi armati di opposizione hanno commesso gravi abusi dei diritti umani, attaccando persino i convogli umanitari.
FINE DEL COMUNICATO Roma, 28 agosto 2006
Per ulteriori informazioni, approfondimenti e interviste:
Amnesty International Italia - Ufficio stampa
Tel. 06 4490224 - cell. 348-6974361, e-mail: press@amnesty.it
http://www.amnesty.it/home/index.html

Gli Angeli
Vasco Rossi
Quello che si prova
non si può spiegare qui
hai una sorpresa
che neanche te lo immagini
dietro non si torna
non si può tornare giù
Quando ormai si vola
non si può cadere più….
Vedi tetti e case
e grandi le periferie
E vedi quante cose
sono solo “fesserie”…
E da qui….e da qui…
…qui non arrivano gli angeli
con le lucciole e le cicale..
E da qui….e da qui….
“non le vedi più quelle estati lì”
“quelle estati lì”
Qui è logico
cambiare mille volte idea
ed è facile
sentirsi da buttare via!!
Qui non hai “la scusa”
che ti può tenere su
Qui la notte è buia
e ci sei soltanto tu
Vivi in bilico
e fumi le tue Lucky Strike
e ti rendi conto
di quanto le maledirai…..
E da qui….e da qui…
qui non arrivano “gli ordini”…
a insegnarti la strada buona…
E da qui….e da qui….
QUI NON ARRIVANO GLI ANGELI!!

Lamb
Gabriel
I can fly
But I want his wings
I can shine even in the darkness
But I crave the light that he brings
Revel in the songs that he sings
My angel Gabriel
I can love
But I need his heart
I am strong even on my own
But from him I never want to part
He’s been there since the very start
My angel Gabriel
My angel Gabriel
Bless the day he came to be
Angel’s wings carried him to me
Heavenly
I can fly
But I want his wings
I can shine even in the darkness
But I crave the light that he brings
Revel in the songs that he sings
My angel Gabriel
My angel Gabriel
My angel Gabriel

kURT LEWIN
Il presupposto per comprendere il comportamento di una persona è di determinarne la sua posizione all’interno dello spazio vitale, poiché il comportamento va inteso come una locomozione del soggetto entro tale spazio. E’ opportuno conoscere la sua posizione sociale dentro o fuori dal gruppo, la sua posizione nei confronti di varie attività, da cui deriva che ‘l’appartenere o il non appartenere al gruppo equivale all’avere una posizione dentro o fuori di questo gruppo. Questa posizione determina i diritti e i doveri dell’individuo ed è decisiva per la sua ideologia.’
Questa visione è inserita all’interno di un ideale democratico che Lewin considera a fondamento di una libera comunità sociale, condizione indispensabile per una reale educazione. L’atmosfera psicologica sottostà a quella generale della cultura in cui l’individuo è inserito, intesa come l’insieme dei modi di vita di un gruppo che si perpetuano mediante la trasmissione e l’apprendimento. L’atmosfera è ‘qualcosa di intangibile, una proprietà della situazione sociale considerata come una totalità e che potrebbe essere misurata scientificamente’ . La forma culturale e l’atmosfera psicologica che meglio favoriscono la strutturazione della personalità sono quelle democratiche, in quanto sviluppano nei membri del gruppo un forte senso di appartenenza e atteggiamenti collaborativi, per cui i fini dell’intero gruppo vengono a coincidere con i bisogni e gli scopi della persona.
La Cura di Franco Battiato
da L’Imboscata - PolyGram 1996
Ti proteggerò dalle paure delle ipocondrie,
dai turbamenti che da oggi incontrerai per la tua via.
Dalle ingiustizie e dagli inganni del tuo tempo,
dai fallimenti che per tua natura normalmente attirerai.
Ti solleverò dai dolori e dai tuoi sbalzi d’umore,
dalle ossessioni delle tue manie.
Supererò le correnti gravitazionali,
lo spazio e la luce
per non farti invecchiare.
E guarirai da tutte le malattie,
perché sei un essere speciale,
ed io, avrò cura di te.
Vagavo per i campi del Tennessee
(come vi ero arrivato, chissà).
Non hai fiori bianchi per me?
Più veloci di aquile i miei sogni
attraversano il mare.
Ti porterò soprattutto il silenzio e la pazienza.
Percorreremo assieme le vie che portano all’essenza.
I profumi d’amore inebrieranno i nostri corpi,
la bonaccia d’agosto non calmerà i nostri sensi.
Tesserò i tuoi capelli come trame di un canto.
Conosco le leggi del mondo, e te ne farò dono.
Supererò le correnti gravitazionali,
lo spazio e la luce per non farti invecchiare.
Ti salverò da ogni malinconia,
perché sei un essere speciale ed io avrò cura di te…
io sì, che avrò cura di te.

Pensieri poetici…… pensieri
Mi sono chiesta dopo aver sentito le notizie di cronaca ma ” la classe operaia va in paradiso?”
Quello che ho capito è questo che ancora oggi delle persone perdono la vita nei cantieri, le persone vengono sfruttate , esiste il lavoro in nero , delle persone arrivano al suicidio per le difficoltà economiche, non bisogna andare molto lontano purtroppo la vita non è un film.
“Fino a quando il colore della pelle, le differenze religiose e di pensiero saranno più importanti del colore degli occhi, ci sarà sempre la guerra”.
Bob Marley

“I vostri figli non sono figli vostri. Sono figli e figlie della sete che la vita ha di se stessa. Essi vengono attraverso di voi, ma non davoi, e benchè vivano con voi non vi appartengono. Potete donare loro amore, ma non i vostri pensieri: essi hanno i loro pensieri. Potete rifugio ai loro corpi ma non alle loro anime: esse abitano la casa del domani, che non vi sarà concesso visitare neppure in sogno. Potete tentare di essere simili a loro, ma non farli simili a voi: la vita procede e non s’attarda sul passato. Voi siete gli archi da cui i figli, come frecce vive, sono scoccate in avanti. L’arciere vede il bersaglio sul sentiero dell’infinito, e vi tende con forza affinchè le sue frecce vadano rapide e lontane. Affidatevi con gioia alla mano dell’arciere; poichè come ama il volo della freccia così ama la fermezza dell’arco.”
GIBRAN

Indiani d’America
Nella grande notte il mio cuore andrà via;
verso di me l’oscurità viene frusciando.
Nella grande notte il mio cuore andrà via.
(Canti degli indiani d’America) 



Il vento soffia dal mare
Dall’ acqua sabbiosa respiro l’odore
del mare;
di là giunge il vento e soffia
sopra la terra.
Dall’ acqua sabbiosa respiro l’odore
del mare;
di là vengon le nubi e cade la pioggia
sul mondo. (Papago)


Penne bianche al margine del mondo 

Penne bianche simili a dune
si muovono sotto il tramonto
e lungo il margine del mondo. (Papago)

Oracolare. 
Fragrante di sciroppo che fermenta,
purpurea nel crepuscolo,
canna dalle radici profonde.Tratto dal libro( Canne ) di Jean Toomer

Una via può esssere una guida 
Una via può essere una guida, ma non un sentiero fisso ,
i nomi sono segni ma non etichette permanenti.
Il non essere è detto l’inizio del cielo e della terra ;
l’essere è detto la madre di tutte le cose.
Chi è sempre distaccato , contempla il sottile;
chi è sempre attaccato contempla l’apparente.
Questi due provengono dalla stessa fonte ma differiscono
nel nome; entrambi sono considerati misteri.
ll mistero dei misteri
è la porta delle meraviglie.
(L’essenza del Tao) Thomas Cleary

Se questo è un uomo
“Voi che vivete sicuri
Nelle vostre tiepide case,
Voi che trovate tornando a sera
Il cibo caldo e visi amici:
Considerate se questo è un uomo
Che lavora nel fango
Che non conosce pace
Che lotta per mezzo pane
Che muore per un sì o per un no.
Considerate se questa è una donna,
Senza capelli e senza nome
Senza più forza di ricordare
Vuoti gli occhi e freddo il grembo
Come una rana d’inverno.
Meditate che questo è stato:
Vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
Stando in casa andando per via,
Coricandovi alzandovi;
Ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa,
La malattia vi impedisca,
I vostri nati torcano il viso da voi.”
(Primo Levi, Se questo è un uomo, Einaudi, Torino, 1976, p.1)

CANTO DEL CUORE
Il canto della voce è dolce,
ma il canto del cuore
è la pura voce dei cieli.
“A treasury of Kahlil Gibran”
rispetto a ciò che la bocca pronuncia.
Il silenzio illumina l’anima,
sussurra ai cuori e li unisce.
Il silenzio ci porta lontano da noi stessi,
ci fa veleggiare
nel firmamento dello spirito,
ci avvicina al cielo…..
Gibran

L’albatro
Sovente, per diletto, i marinai catturano degli albatri, grandi uccelli marini che seguono, indolenti compagni di viaggio, il bastimento scivolante sopra gli abissi amari.
Appena li hanno deposti sulle tavole, questi re dell’azzurro, goffi e vergognosi, miseramente trascinano ai loro fianchi le grandi, candide ali, quasi fossero remi.
Com’è intrigato, incapace, questo viaggiatore alato! Lui, poco addietro così bello, com’è brutto e ridicolo. Qualcuno irrita il suo becco con una pipa mentre un altro, zoppicando, mima l’infermo che prima volava.
E il Poeta, che è avvezzo alle tempeste e ride dell’arciere, assomiglia in tutto al principe delle nubi: esiliato in terra, fra gli scherni, non può per le sue ali di gigante avanzare di un passo.
Charles Baudlaire


PROFUMO ESOTICO
Quando, a occhi chiusi, una calda sera d’autunno, respiro il profumo del tuo seno ardente, vedo scorrere rive felici che abbagliano i fuochi di un sole monotono;
una pigra isola in cui la natura esprime alberi bizzarri e frutti saporosi, uomini dal corpo snello e vigoroso e donne che meravigliano per la franchezza degli occhi.
Guidato dal tuo profumo verso climi che incantano, vedo un porto pieno d’alberi e di vele ancora affaticati dall’onda marina,
mentre il profumo dei verdi tamarindi che circola nell’aria e mi gonfia le narici, si mescola nella mia anima al canto dei marinai.
Charles Baudlaire


Non cercare mai di dire al tuo amore…
-William Blake

Non cercare mai di dire al tuo amore
amore che mai non si può dire;
perché il vento gentile si muove
silenzioso, invisibile.
Ho detto il mio amore, ho detto il mio amore,
le ho detto tutto il mio cuore;
tremante, gelido, in terribili paure-
ah, se ne va via.
Non appena se ne fu andata da me
uno straniero passo’ per caso;
silenzioso, invisibile-
oh, non ci fu rifiuto.


Il tuo sorriso
-Pablo Neruda
Toglimi il pane, se vuoi,
toglimi l’aria, ma
non togliermi il tuo sorriso.
Non togliermi la rosa,
la lancia che sgrani,
l’acqua che d’improvviso
scoppia nella tua gioia,
la repentina onda
d’argento che ti nasce.
Dura è la mia lotta e torno
con gli occhi stanchi,
a volte, d’aver visto
la terra che non cambia,
ma entrando il tuo sorriso
sale al cielo cercandomi
ed apre per me tutte
le porte della vita.
Amor mio, nell’ora
più oscura sgrana
il tuo sorriso, e se d’improvviso
vedi che il mio sangue macchia
le pietre della strada,
ridi, perché il tuo riso
sarà per le mie mani
come una spada fresca.
Vicino al mare, d’autunno,
il tuo riso deve innalzare
la sua cascata di spuma,
e in primavera, amore,
voglio il tuo riso come
il fiore che attendevo,
il fiore azzurro, la rosa
della mia patria sonora.
Riditela della notte,
del giorno, della luna,
riditela delle strade
contorte dell’isola,
riditela di questo rozzo
ragazzo che ti ama,
ma quando apro gli occhi
e quando li richiudo,
quando i miei passi vanno,
quando tornano i miei passi,
negami il pane, l’aria,
la luce, la primavera,
ma il tuo sorriso mai,
perché io ne morrei.

Questo amore 
-Jacques Prévert
Questo amore
Così violento
Così fragile
Così tenero
Così disperato
Questo amore
Bello come il giorno
Cattivo come il tempo
Quando il tempo è cattivo
Questo amore così vero
Questo amore così bello
Così felice
Così gioioso
Così irrisorio
Tremante di paura come un bambino quando è buio
Così sicuro dì sé
Come un uomo tranquillo nel cuore della notte
Questo amore che faceva paura
Agli altri
E li faceva parlare e impallidire
Questo amore tenuto d’occhio
Perché noi lo tenevamo d’occhio
Braccato ferito calpestato fatto fuori negato cancellato
Perché noi l’abbiamo braccato ferito calpestato fatto fuori negato cancellato
Questo amore tutt’intero
Così vivo ancora
E baciato dal sole
E’ il tuo amore
E’ il mio amore
E’ quel che e stato
Questa cosa sempre nuova
Che non è mai cambiata
Vera come una pianta
Tremante come un uccello
Calda viva come l’estate
Sia tu che io possiamo
Andare e tornare possiamo
Dimenticare
E poi riaddormentarci
Svegliarci soffrire invecchiare
Addormentarci ancora
Sognarci della morte
Ringiovanire
E svegli sorridere ridere Il nostro amore non si muove
Testardo come un mulo
Vivo come il desiderio
Crudele come la memoria
Stupido come i rimpianti
Tenero come il ricordo
Freddo come il marmo
Bello come il giorno
Fragile come un bambino
Ci guarda sorridendo
Ci parla senza dire
E io l’ascolto tremando
E grido
Grido per te
Grido per me
Ti supplico
Per te per me per tutti quelli che si amano
E che si sono amati
Oh sì gli grido
Per te per me per tutti gli altri
Che non conosco
Resta dove sei
Non andartene via
Resta dov’eri un tempo
Resta dove sei
Non muoverti
Non te ne andare
Noi che siamo amati noi t’abbiamo
Dimenticato
Tu non dimenticarci
Non avevamo che te sulla terra
Non lasciarci morire assiderati
Lontano sempre più lontano
Dove tu vuoi
Dacci un segno di vita
Più tardi, più tardi, di notte
Nella foresta del ricordo
Sorgi improvviso
Tendici la mano
Portaci in salvo.


Per te amore mio
-Jacques Prévert
Sono andato al mercato degli uccelli
E ho comprato degli uccelli
Per te
amore mio
Sono andato al mercato dei fiori
E ho comprato dei fiori
Per te
amore mio
Sono andato al mercato dei rottami
E ho comprato catene
Pesanti catene
Per te
amore mio
Poi sono andato al mercato degli schiavi
E ti ho cercata
Ma senza trovarti
amore mio.
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Sabbie mobili
-Jacques Prévert
Demoni e meraviglie 
Venti e maree
Lontano già si e ritirato il mare
E tu
Come alga dolcemente accarezzata dal vento
Nella sabbia del tuo letto ti agiti sognando
Demoni e meraviglie
Venti e maree
Lontano già si e ritirato il mare
Ma nei tuoi occhi socchiusi
Due piccole onde son rimaste
Demoni e meraviglie
Venti e maree
Due piccole onde per annegarmi

Canzone
-Jacques Prévert
Che giorno e tutti i giorni
Amica mia
E’ tutta la vita
Amore mio
Noi ci amiamo noi viviamo
Noi viviamo noi ci amiamo
E non sappiamo cosa sia la vita
Cosa sia il giorno
E non sappiamo cosa sia l’amore.

Anima mia
-Nazim Hikmet
Anima mia
chiudi gli occhi
piano piano
e come s’affonda nell’acqua
immergiti nel sonno
nuda e vestita di bianco
il più bello dei sogni
ti accoglierà
anima mia
chiudi gli occhi
piano piano
abbandonati come nell’arco delle mie braccia
nel tuo sonno non dimenticarmi
chiudi gli occhi pian piano
i tuoi occhi marroni
dove brucia una fiamma verde
anima mia.

Alla vita
-Nazim Hikmet
La vita non è uno scherzo.
Prendila sul serio
come fa lo scoiattolo, ad esempio,
senza aspettarti nulla
dal di fuori o nell’al di là.
Non avrai altro da fare che vivere.
La vita non é uno scherzo.
Prendila sul serio
ma sul serio a tal punto
che messo contro un muro, ad esempio, le mani legate,
o dentro un laboratorio
col camice bianco e grandi occhiali,
tu muoia affinché vivano gli uomini
gli uomini di cui non conoscerai la faccia,
e morrai sapendo
che nulla é più bello, più vero della vita.
Prendila sul serio
ma sul serio a tal punto
che a settant’anni, ad esempio, pianterai degli ulivi
non perché restino ai tuoi figli
ma perché non crederai alla morte
pur temendola,
e la vita peserà di più sulla bilancia.

Non celare il segreto del tuo cuore,
-Rabindranath Tagore
Non celare il segreto del tuo cuore,
amico mio.
Dillo a me, solo a me, in segreto.
Tu che sorridi tanto gentilmente,
sussurralo sommessamente,
il mio cuore l’udrà,
non le mie orecchie.
La notte è fonda,
la casa è silenziosa,
i nidi degli uccelli
son coperti di sonno.
Dimmi tra lacrime esitanti,
tra sorrisi titubanti,
tra dolore e dolce vergogna,
il segreto del tuo cuore!
“ La verità non è mai stata rivendicata con la violenza”
(M.K.Gandhi)
“Per una scodella d’acqua,
rendi un pasto abbondante;
per un saluto gentile,
prostrati a terra con zelo;
per un semplice soldo,
ripaga con oro;
se ti salvano la vita,
non risparmiare la tua.
Così parole e azione del saggio riverisci;
per ogni piccolo servizio,
dà un compenso dieci volte maggiore:
Chi è davvero nobile,
conosce tutti come uno solo
e rende con gioia bene per male”.
(M.K.Gandhi)
Ti amo come se mangiassi il pane
-Nazim Hikmet
Ti amo come se mangiassi il pane
spruzzandolo di sale
come se alzandomi la notte bruciante di febbre
bevessi l’acqua con le labbra sul rubinetto
ti amo come guardo il pesante sacco della posta
non so che cosa contenga e da chi pieno di gioia
pieno di sospetto agitato
ti amo come se sorvolassi il mare per la prima volta in aereo
ti amo come qualche cosa che si muove in me quando il
crepuscolo scende su Istanbul poco a poco
ti amo come se dicessi Dio sia lodato son vivo.

Vita!
-Juan Ramon Jimenez
Giorno difficile, in cui il sole
e le nuvole combattono
- a tratti aperto, fiore,
a volte chiuso, frutto - ,
per confondersi nella notte!
Vita!
Veglia in cui gli occhi
si aprono e si chiudono,
in un gioco stanco
di verità e menzogna,
per confondersi nel sogno!
Vita!
Mi dispiace molto per questa ondata di violenza che sta colpendo l’Italia, dove viene messo in discussione il ruolo di tutti, famiglie, educatori, istituzioni, massmedia. Credo che sia giusto affrontare tali problematiche per trovare delle soluzioni , educando alla non violenza, al rispetto dell’individuo, al rispetto dei diritti umani, della diversità, al confronto democratico e alla multiculturalità.
“E’ un sequestro volontario di persona”. Così il ministero degli Affari esteri della Bielorussia ha definito la vicenda di Maria, la bimba nascosta da tredici giorni dalla famiglia affidataria, in una nota consegnata all’ambasciatore italiano nella capitale Minsk, convocato appositamente. Allora siamo tutti degli ipotetici sequestratori, sostengo i genitori che si vorrebbero sentire tali, la vicenda di Maria è una storia di violenze che voleva essere taciuta, perchè tanti bambini come lei vedono negato il diritto alla vita, ora vogliono lanciare accuse alla famiglia, loro sono puliti, in orfanotrofio non è successo quello che ha indotto Maria a desiderare il suicidio e a disegnare delle tombe.
Spero che in questa vicenda vinca il cuore , la vita, non la ragion di stato.
Proclamando l’importanza dell’individuo contro un sistema che non protegge.
Quante verità? A cosa credere, a chi credere?
8/2/2007 Maria,”Le violenze erano inventate”-Bimba lo avrebbe confessato a psicologi . Come racconta la Repubblica, lo avrebbe ammeso la stessa bambina di 10 anni agli psicologi di Minsk. Sarebbero stati i genitori adottivi a “suggerirle” di mentire per restare in Italia. La procura bielorussa indaga i coniugi Giusto per istigazione al falso.
Dopo aver letto di una bambina tenuta in gabbia ho scritto questo pensiero, perchè non ci stò. Odio la violenza.
http://www.tgcom.mediaset.it/mondo/articoli/articolo301300.shtml
Mi chiedo il perchè di tanta violenza che vede i bambini vittime indifese di adulti ; abbandoni,violenze, tutto contro chi non può difendersi.
Basta , non ci voglio credere che un uomo sia questo, bambini rinchiusi in gabbie, privati del loro essere bambini, per loro niente giochi, il consumismo che si spreca sotto i nostri occhi lì in quelle gabbie, in quella condizione che rispecchia la miseria umana non c’è, la libertà di essere bambini, di essere liberi
di vivere
dov’è??????????????????????????????????????????????????????????????
Notizie dalla rete

Sicuramente farà parlare di sè questa campagna di “comunicazione”, costata 100.000 euro che ha l’obiettivo di riposizionare la reputazione e l’immagine dei calabresi.
Ho fatto una rassegna dei vari articoli presenti in rete, cosa ne pensate?
28/02/2007
Inaffidabili, terroni, ultimi della classe, malavitosi, incivili,
ma anche coraggiosi e faccia tosta c’è da pensare dei calabresi, dopo la presentazione della campagna di comunicazione ideata da Oliviero Toscani… esordisce così.
Allora analizzando lo slogan si parte da una visione negativa, per poi concludere con “gli ultimi saranno i primi”.
Sembra una pubblicità demenziale, tra l’ipocrisia italiana di voler nascondere i problemi dietro delle etichette e dei luoghi comuni, ogni persona è consapevole di essere ciò che è e non deve aver paura dei giudizi degli altri, siamo tutti diversi, individui, unici .
Ma la volete smettere di ridurre tutto ad uno slogan.
Secondo me hanno scelto dei liceali , perchè delle persone più adulte non si sarebbero messe a ridere, ma a piangere , boicottando questa campagna , perchè non investono i soldi per creare lavoro?
Che bello fregare la gente che si deve rimboccare le maniche e che deve andare avanti nonostante tutto.
Viva l’Italia allora, “Inaffidabile, Terrona, Ultima della classe, e chi più ne ha più ne metta”, ho preso spunto dallo slogan.
Non c’è Nord e Sud , ci sono esseri umani, con pensieri , sentimenti , ideali , persone che cercano la pace come un valore universalmente riconosciuto che sia in grado di passare anche attraverso l’accettazione dell’altro da sé e comunque sempre indirizzato a superare ogni qualsiasi barriera sociale e/o religiosa ed ogni pregiudizio ideologico, in modo da evitare situazioni di conflitto fra più persone.
Fermate tutto voglio scendere!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! jolex
Oliviero Toscani firma la campagna per la Regione Calabria
Oliviero Toscani, coadiuvato dal suo gruppo di lavoro ‘La Sterpaia’, ha realizzato per conto della Regione Calabria una campagna di comunicazione che ha l’obiettivo di riposizionare la reputazione e l’immagine dei calabresi.
[26/02/2007 - 09.14]
E’ una campagna mirata alla creazione di un percorso di simpatia e di superamento di molti pregiudizi e luoghi comuni, ben per questa punta sul “calabrese” più che sui luoghi e le bellezze paesaggistiche della Calabria. L’immagine della Calabria è affidata ai giovani che con la loro spontaneità e simpatia dovranno far superare i pregiudizi e i luoghi comuni su questa terra del Sud. Toscani ha puntato l’obiettivo della sua macchina fotografica sui ‘ragazzi di Calabria’, con l’intento di evidenziare che gli adolescenti del Sud, i calabresi in particolare, sono simpatici e ironici, ottimisti e speranzosi, appassionati e motivati, così come quelli delle altre regioni d’Italia, ma hanno in più grinta e voglia di riscattarsi dai luoghi comuni.
CALABRIA: OLIVIERO TOSCANI FIRMA CAMPAGNA COMUNICAZIONE REGIONE
Lamezia Terme, 20 feb. - (Adnkronos) - ”Nascere in Calabria non e’ un vanto, ne’ una colpa. Essere calabrese e’ una condizione ereditata, non e’ una scelta. Ognuno di noi puo’ e deve scegliere come vivere il suo futuro. E nel futuro ci sono i nostri giovani e c’e’ l’Europa. Non capire questo significa creare grave nuocimento non solo alla Calabria ma, piu’ in generale, al nostro Paese”. Lo sostiene Oliviero Toscani, che, insieme alla sua equipe ”La Sterpaia”, ha realizzato per conto della Regione Calabria, una campagna di comunicazione che ha l’obiettivo di riposizionare la reputazione e l’immagine dei calabresi.
E’ una campagna mirata alla creazione di un percorso di simpatia e di superamento di molti pregiudizi e luoghi comuni. Proprio per questo punta sul ”calabrese” piu’ che sui luoghi e le bellezze paesaggistiche della Calabria. Dopo mesi di lavoro, ricerche sul territorio, viaggi nel mondo delle nuove generazioni che ormai approdano ad un linguaggio schietto e comune, superando gli stereotipi dei ”grandi” e, quindi, realizzando una maggior coesione ”tra italiani”,Toscani ha messo in cantiere il suo progetto che verra’ presentato venerdi’ 23 febbraio alle 12 nella ”Sala del Cenacolo” della Camera dei Deputati, su concessione del Presidente on. Fausto Bertinotti.
Saranno presenti insieme a Toscani il presidente della Regione Calabria Agazio Loiero, il vicepresidente ed assessore al marketing territoriale Nicola Adamo ed autorevoli esponenti ”made in Calabria” della cultura e delle Professioni.
(Prs/Ct/Adnkronos)
Calabria”griffata” da Oliviero Toscani.
Parte una campagna di comunicazione da parte della regione Calabria curata dal celebre fotografo.
Un grande creativo, Oliviero Toscani e il suo team, ”La Sterpaia”. Ha una ‘griffe’ doc la nuova campagna di comunicazione delle regione Calabria, presentata oggi a Roma nella Sala del Cenacolo, dal governatore Agazio Loiero e dal vicepresidente Nicola Adamo. Obiettivo: promuovere il rilancio dell’immagine di questa terra del sud troppo spesso vittima di pregiudizi e luoghi comuni. Un compito che Toscani ha affidato ai volti puliti e sereni di un gruppo di liceali, che saranno protagonisti di 2500 manifesti 3×6 che verranno affissi in tutta Italia e di immagini che compariranno a tappeto su tutti i quotidiani. Ma soprattutto a uno slogan. Uno slogan provocatorio: ”Malavitosi? Inaffidabili? Si’, siamo calabresi”.
“Il nostro messaggio - ha spiegato il vicepresidente della Regione Calabria Adamo- deve essere un segno di riscatto per la nostra terra, un segno di una Calabria che vogliamo cambiare. Vogliamo partire dall’identita’ dei calabresi - ha aggiunto- dal fatto che la calabresita’ possa essere un valore. Io e Agazio Loiero abbiamo fiducia che questo cambiamento si possa fare. Siamo consapevoli che fa molto piu’ rumore un albero che cade di una foresta che cresce in silenzio, pero’ ce la vogliamo mettere tutta per dare questa nuova immagine alla Calabria”. ” Siamo soliti - ha detto Adamo- ricondurre la Calabria a immagini che raffigurano azioni di basso senso civico, vogliamo cercare di fare qualcosa per cambiare questo riferimento”.
“Io che sono un milanese doc - ha affermato Oliviero Toscani- ho convissuto nella mia terra con tantissimi calabresi e napoletani e quando chiedevo a uno di loro ‘tu sei napoletano?’ ‘ tu sei calabrese?’ la risposta era sempre ’si’ e allora?’. Da qui e’ nata in me l’idea di utilizzare luoghi comuni usati ‘contro’ i calabresi per ironizzare sulle loro banalita’, l’ho trovato uno strumento innovativo e originale per divulgare un ritratto della Calabria coerente con l’idea che i ragazzi calabresi hanno della loro regione, per conquistare sia l’Italia che l’Europa con questa immagine positiva”.
“Nasciamo tutti con un paio di ali - ha continuato Toscani citando Jim Morrison e riferendosi alla possibilita’ di cambiamento della Calabria - ma solo quelli che sognano voleranno veramente”.
“Sono rimasto ’scioccato’ - ha affermato il governatore Loiero- quando ho visto questa campagna di comunicazione cosi’ provocatoria, ma ci siamo affidati ad Oliviero Toscani proprio per dare un’immagine forte. Non abbiamo mai negato - ha specificato Loiero - che esista la criminalita’ in Calabria. Cambiare le cose e’ difficile, noi vogliamo ripartire dai giovani. Questo deve essere un segno affinche’ i pregiudizi del passato che identificano la nostra terra, possano essere archiviati”.
“Abbiamo messo molte forze nella scuola - ha continuato - e nella formazione, in certe zone della nostra regione non c’e’ una grande educazione, e mi riferisco di educazione alla democrazia e alla convivenza, noi abbiamo a disposizione 24 mila miliardi delle vecchie lire da stanziare nella cultura, abbiamo molti limiti ma anche straordinarie riserve”.
28/02/2007 - 13.17 Catanzaro
Inaffidabili, terroni, ultimi della classe, malavitosi, incivili, ma anche coraggiosi e faccia tosta c’è da pensare dei calabresi, dopo la presentazione della campagna di comunicazione ideata da Oliviero Toscani…
Inaffidabili, terroni, ultimi della classe, malavitosi, incivili, ma anche coraggiosi e faccia tosta c’è da pensare dei calabresi, dopo la presentazione della campagna di comunicazione ideata da Oliviero Toscani per rinnovare l’immagine della Calabria.
Nella Stanza del Cenacolo della Camera dei deputati nello splendido Palazzo Valdina venerdì 23 febbraio. Abbondantemente esauriti i novanta posti di capienza da una platea di parterre de roi fatta da politici calabresi imprenditori e personaggi vicini in vario modo alla nostra Regione, c’era anche qualche giornalista.
L’interesse alto era dimostrato dalle quasi 200 conferme che il giorno prima erano arrivate presso la sede della rappresentanza romana della Giunta Regionale, a fronte di 90 inviti nominativi inviati. Scongiurato con qualche telefonata il pericolo di sovraffollamento, anche perché gli uscieri della Camera non scherzano e avrebbero lasciato fuori senza troppi scrupoli qualche vip.
C’era Oliviero Toscani naturalmente artefice della campagna, il Presidente della Regione Agazio Loiero, e l’assessore e vicepresidente diessino Nicola Adamo che più di tutti ha puntato su quella che è stata definita “una scelta forte”. Perché ad affidarsi a Toscani, più abile da sempre a distruggere che a costruire coi suoi scatti, c’è il rischio di rimetterci le penne. Personaggio scomodo, istrionico, ironico, pieno di sé e poco incline ai consigli degli altri. Il guru della fotografia di denuncia anche in questa sua veste istituzionale non ha scelto dei toni soft… anzi. Ha deciso di consegnare ai volti sorridenti e “acne e sapone” di giovani liceali calabresi (perché avrà scelto i licei e non gli istituti superiori?) la nuova immagine di una Calabria autoironica e irriverente.
Dietro uno slogan che varia di volta in volta, e che affibbia ai calabresi gli epiteti meno onorevoli con cui sono conosciuti nel mondo, il sorriso dei nostri ragazzi vestiti in jeans e maglietta bianca, risponde sfacciatamente con un altro slogan: “Si (senza accento, vedi pezzo in fondo ndr) siamo calabresi.”. E vai con gli insulti: Inaffidabili, Terroni, Ultimi della classe, e chi più ne ha più ne metta e lì i ragazzi a sorridere dietro il “siamo calabresi”, a margine di ogni manifesto appare il tema conduttore della campagna: “gli ultimi saranno i primi” firmato regione Calabria con tanto di vessillo istituzionale.
“Qualcuno penserà che siamo presuntuosi – ammette il Presidente Loiero – e anch’io ho pensato che potesse esserci l’equivoco, perché prima di comunicare bisogna fare”, conferma il Presidente. Ma poi la provocazione di Toscani ha convinto tutti, anche perché “Peggio di così, non possiamo andare. Dopo i fatti tragici che sono successi e che ci caratterizzano davanti agli altri – continua i Loiero – siamo di fronte a un pregiudizio strisciante che ci accompagna, di fronte al quale siamo inermi, meglio quindi reagire mostrando il volto nuovo e migliore che fuori della Calabria non si vede, di cui non parlano i giornali nazionali interessati alla nostra terra solo quando c’è un morto ammazzato”.
Allora meglio riappropriarci della nostra immagine negativa e farci dell’autoironia, che magari non cambia le cose, ma dimostra che la calabresità citata da Adamo, così come la “sicilitudine” di Sciascia citata da Loiero, sono sinonimo di coraggio, di voler andare avanti nonostante tutto. Perché come ha rivelato lo stesso Toscani a margine della presentazione: “ci vuole coraggio per cambiar le cose, così come c’è voluto coraggio ad accettare la sfida di cambiare l’immagine della Calabria che la Giunta Regionale mi ha affidato”.
I quotidiani nazionali pubblicheranno due pagine a colori con le immagini della campagna, in cui i giovani calabresi ridono dei luoghi comuni, tutti negativi, che per tradizione ci sono affidati, e mostrano l’ingenua speranza di cambiamento che solo loro possono rappresentare. Alla decisione forte di questa “operazione simpatia” sui calabresi si è giunti colpiti dall’irriverenza dello stesso Toscani, quando Putin disse che l’Italia era il luogo dove è nata la mafia. Toscani autonomamente scrisse un telegramma a Putin dicendo: “a nome della Regione Calabria protesto, in Italia esiste anche la ‘ndrangheta”. Questa voglia di affrontare sorridendo i problemi drammatici rinvenuta nel fotografo milanese ha contagiato l’assessore Adamo, e il presidente Loiero, fino a convincerli a trasformare una campagna di pubblicità positiva basata su sole e spiagge assolate, in un’autoironica elencazione dei nostri mali.
“Perché le spiagge e il sole mica le avete inventate voi calabresi – spiega sarcastico Toscani – voi dovete inventarvi il coraggio di dimenticare l’attuale situazione e ripartire da zero”.
Detto fatto e il coraggio di prenderci in giro si è trasformata in una campagna massiccia di pubblicazione istituzionale. Sono 15 i grandi quotidiani nazionali coinvolti che pubblicheranno 120 pagine (o sessanta doppie pagine dipende da come la si vede) a colori con i nuovi slogan. In questa prima imponente tornata rivolta solo ai lettori del Centro Nord, vero target della campagna, si prevedono tre uscite, per una spesa iniziale di 900.000 euro.
“In ogni caso – rassicura Adamo – si tratta di un’operazione senza budget che la Giunta gestisce firmando direttamente i contratti con le testate e risparmiando il 15% tradizionalmente dovuto alle agenzie intermediatrici”. Nelle principali città del Centro Nord saranno affissi 2500 manifesti 3×6 metri, da far invidia ai potenti mezzi Berlusconiani, anche se per questa operazione non è data sapere la cifra investita, o almeno, dicono, non è stata ancora quantificata. E poi “toccherà anche ai calabresi risparmiati da questa tornata – spiega Adamo – saranno protagonisti di un’ulteriore ricaduta pubblicitaria della stessa campagna, ma è una sorpresa”.
da Roma per DNA
Francesco Paravati
Il giallo dell’accento
Zingarelli: dizionario dei sinonimi e dei contrari: “Si” (senza accento): settima nota musicale. “Si” (senza accento): pronome riflessivo terza persona maschile e femminile. “Sì” (con l’accento): affermazione, certamente, evidentemente, ecc. Sul senso che il grande guru della comunicazione Oliviero Toscani volesse dare a quel “sì siamo calabresi” c’è poco da dubitare. Si tratta per sua stessa ammissione di una affermazione secca e autoironica di innocente colpevolezza. Si stupisce allora l’occhio impertinente quando si sofferma incredulo su quel “si, siamo calabresi” senza accento.
Gli occhi si stropicciano, si guardano e riguardano i manifesti: nessuna traccia di quell’accento, e la cosa più drammatica e che nessuno sembra accorgersene. Sarà una licenza poetica , ma allora perché non lo ha detto nessuno dei relatori e degli autori della campagna, così attenti a sottolineare qualsiasi sfumatura nel format pubblicitario. Di quell’accento nessuno sembra interessarsene. La curiosità si fa grande e peggio il dubbio che qualcuno stia mandando in stampa migliaia di euro dei contribuenti in una pubblicità con un errore grammaticale.
Non resta che chiedere all’autore: Signor Toscani, ma non ci vuole l’accento, è un sì affermativo? all’omone milanese artefice di mille pubblicità molto fotografate e poco scritte a momenti cadono gli occhiali: “Ah, è vero, cioè no, non è vero, no non ci vuole l’accento è un pronome…”
Ma come è un affermazione non è un pronome. “Ma no, è vero – interviene Pino Soriero ex sottosegretario diessino – è vero che ci vuole l’accento, che strano che non ci sia”. Non c’è tempo di continuare la disputa grammaticale che subito il Maestro viene risucchiato dalle domande di un paio di spettatori entusiasti. Le hostess forti di studi classici più freschi del fotografo milanese sembrano annuire, “è vero bravo ci vuole l’accento - commentano all’unisono. La questione si fa spinosa e il rischio di passare per ignoranti oltre che per terroni, inaffidabili, eccetera si fa sempre più vicino.
Presidente Loiero mi scusi ma non ci andava l’accento sul sì? è un’affermazione!; il Presidente ex giornalista si ferma un attimo, gli viene da ridere, ma poi deve andar via. In effetti non è compito suo correggere le bozze del maestro Toscani. Se è una licenza poetica che qualcuno lo dica. Il presidente della Np&A Comunicazione Arcuri vacilla: “e che ne so chiedilo a Toscani”, a loro che hanno stampato migliaia di cartelline il dubbio non è mai venuto. Non resta che riprovare con Toscani, forse ci avrà riflettuto: Allora signor Toscani è una svista o una licenza poetica, se è così lo dica, prima che vadano in stampa se no faremo una figuraccia come calabresi. “Ancora l’accento! Ancora lei! – stavolta il maestro è proprio incazzato – Quelli come lei che sollevano falsi problemi invece di guardare ai problemi reali della Calabria”. L’incredulità fa posto al fair play: “Mi scusi ma lei sta mandando in stampa 900.000 euro di pagine pubblicitarie sui principali quotidiani con un errore di grammatica (a questo punto non può che essere tale, ndr) e secondo lei è un falso problema?”: A questo punto viene fuori tutta la milanesità del fotografo, e non è certo un complimento: “Ma secondo lei quanti calabresi si accorgeranno dell’accento che manca?”. Il cronista fa posto al calabrese orgoglioso: “Lei sta dando dell’ignorante a me e ai miei concittadini quindi, e poi se non se ne accorgeranno i calabresi se ne accorgerà il resto d’Italia per cui oltre che passare per presuntuosi, terroni e quant’altro passeremo per analfabeti grazie ad un investimento pubblico”. Sarà… ma si vede che le 100.000 euro incassate per realizzare la campagna non bastano al maestro per intervenire e riparare l’errore, o almeno per dichiarare che sì, si tratta di una licenza artistica. “Vorrà dire che voi non avete l’accento - conclude prima che il suo consulente se lo porti a pranzo. Quando tutto sembrava finito rispunta il mitico baffo di Pino Soriero: “in effetti lei ha ragione, ma fosse stato per me oltre all’accento ci avrei messo il ma: “Terroni? Sì, ma siamo calabresi” vede come suona meglio?”.
da Roma per DNA
Francesco Paravati
Ciao mondo!!!!!!

Benvenuti in dolci note blog , auguro una buona permanenza qui , potete discutere cucina e non solo.
by MUS@
Il mare d’inverno è solo un film in bianco e nero visto alla tv
e verso l’interno qualche nuvola del cielo che si butta giù
sabbia bagnata, una lettera che il vento sta portando via
punti invisibili rincorsi dai cani, stanche parabole di vecchi gabbiani……



Questi sono degli scatti

Schizzi gialli -Girotondo

Kaoticamente

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